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Per la prevenzione dell’HIV servono risposte dalla Regione

Un 2019 in attesa di conferme: il BLQ Checkpoint chiede un impegno politico alle istituzioni


di redazione
Categorie: Sanità
BLQ Checkpoint

Con la fine del 2018 scade anche la convenzione con l’Azienda Sanitaria del BLQ Checkpoint, impegnato nella prevenzione dell’HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili. Inviata un lettera alla Regione e al Comune per chiedere una presa di posizione politica. Ne abbiamo parlato con Stefano Pieralli di BLQ Checkpoint.

Il BLQ Checkpoint è un centro community based sul modello di quelli diffusi in Europa alla fine degli anni 80, che offre la possibilità di eseguire test rapidi per l’HIV e altre malattie sessualmente trasmissibili. Dal 2015, quando ha cominciato ad essere operativo grazie ai volontari dell’associazione Plus Onlus, è impegnato nella prevenzione sanitaria al di fuori dell’ambito ospedaliero. La motivazione che ha fatto nascere la necessità della creazione di questo centro è arrivata in seguito alla raccolta dei dati epidemiologici allarmanti raccolti nella città di Bologna, che vede coinvolti, in modo principale, le comunità LGBT e MSM (maschi che fanno sesso con maschi).

“È fondamentale facilitare l’accesso al test - spiega infatti Stefano Pieralli di Blq Checkpoint - il grande problema che noi abbiamo sono le diagnosi tardive, per due motivi: sia per la salute degli individui, perché con una diagnosi tardiva l'infezione ha lavorato molto per cui ha creato danni, sia perché noi sappiamo, ormai dal 2008, che una persona trattata non è più infettiva, per cui la persona diagnosticata e subito trattata vuol dire anche meno virus che circola. Una persona diagnosticata rapidamente non solo ne guadagna in salute ma non diffonde più il virus”.

Sebbene i risultati prodotti dal checkpoint di Bologna abbiano ottenuto anche il riconoscimento del ministro della salute, che li ha definiti “incoraggianti”, il BLQ checkpoint ha sempre avuto un sostegno politico altalenante da parte delle istituzioni sanitarie. Infatti la convenzione con l’Azienda Sanitaria, che svolge il ruolo di intermediario tra la Regione e il centro per l’accesso ai finanziamenti regionali, scaduta alla fine del 2017, ha continuato a durare fino al 31/12/2018 solo grazie a continui rinvii e proroghe.
Inoltre, per poter usufruire dei finanziamenti regionali è necessaria l’approvazione dell’ASL, che non sempre tiene in considerazioni le reali necessità organizzative del centro, stabilendo cosa è rimborsabile e cosa no. Questo costringe i volontari a spendere la gran parte delle loro energie nei lavori di segreteria e amministrazione, privandoli della possibilità di destinare maggiori risorse all’intervento sul campo. Risorse che permetterebbero di rendere la prevenzione ancora più efficace, o di aggiungere un giorno alla settimana per l’effettuazione dei test, che ad oggi si limitano a due e per i quali ci sono tempi di attesa di mesi.
La necessità di coprire un bilancio di oltre 100mila euro del centro, di cui solo 35mila vengono stanziati dalla Regione, fa sì che una buona parte delle attività svolte dai volontari consista nel reperimento di fondi attraverso progetti.

Considerata la notevole importanza sociale e la capacità che il centro ha di aumentare la qualità della vita delle persone affette dal virus dell’HIV, il BLQ checkpoint ha inviato una lettere alla Regione e al Consiglio Comunale “allo scopo di comprendere se vi sia effettivamente la volontà politica di sostenere e implementare appieno il servizio del BLQ Checkpoint”

ASCOLTA LE PAROLE DI STEFANO PIERALLI:

Roberto D'Aniello

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