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Paritarie: la Cei all'assalto del referendum

Nel dibattito sul referendum del 26 maggio interviene il cardinal Bagnasco.


di Alessandro Canella
Categorie: Istruzione
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Il referendum bolognese sui finanziamenti alle materne private fa scendere in campo direttamente alla Cei. Il Cardinal Bagnasco: " Il cardinal Bagnasco: "quelle scuole non sono un onere per lo Stato, è molto più quello che fanno risparmiare alla comunità di quanto ricevono da essa". L'Uaar: "Non è vero, ecco perché".

Che non si tratti di una questione solo bolognese lo sostiene da tempo il Comitato Articolo 33, promotore del referendum del prossimo 26 maggio ed estensore dell'appello "Bologna riguarda l'Italia".
La conferma che la posta in gioco sia simbolicamente molto più ampia arriva dai "pezzi da 90" che si sentono in dovere di intervenire sulla consultazione.
Oggi, infatti, si registra la discesa in campo della Conferenza Episcopale Italiana, che attraverso le parole del cardinal Angelo Bagnasco interviene direttamente sul tema dei finanziamenti alle materne private (soprattutto cattoliche).

Aprendo a Roma il laboratorio "La Chiesa per la scuola", il cardinal Bagnasco è intervenuto direttamente sul tema del referendum bolognese sostendo prima che l'articolo 33 della Costituzione italiana non riguarda il tema sottoposto al voto dei bolognesi e affermando poi che "nel caso delle scuole paritarie non si tratta di un onere nei confronti dello Stato in quanto, sebbene esso contribuisca economicamente al loro sostentamento, è ben di più quanto esse fanno risparmiare alla collettività rispetto a quanto ricevono da essa".

Alle parole di Bagnasco ha replicato, ai nostri microfoni, Roberto Grendene dell'Uaar (Unione Atei e Agnostici Razionalisti). "Sostenere che le scuole private fanno risparmiare lo Stato o il Comune è una cosa piuttosto azzardata - sostiene Grendene - perché se quel finanziamento non ci fosse le casse degli Enti Locali starebbero meglio".
Per argomentare la sua tesi, l'esponente dell'Uaar elenca anche un dato: "Quando non c'erano i finanziamenti, le scuole private assorbivano il 24% della richiesta scolastica, mentre ora il 22%. Quindi si tratta di un pozzo senza fondo di scuole meno efficienti che hanno un insegnamento ideologico di parte".

Grendene, inoltre, interviene anche sulla legge 62/2000 sulla parità scolastica, spesso brandita dai difensori dei finanziamenti alle private: "Quella stessa legge, fatta dal ministro Berlinguer, cita il secondo comma della Costituzione e, dunque, dice che il finanziamento alle private potrebbe anche avvenire qualora lo Stato abbia coperto tutta la domanda di scuola pubblica". Una situazione, insomma, ben diversa da quella attuale, in cui qualcuno difende la scuola privata perché altrimenti non vi sarebbero sufficienti posti in quella pubblica.


Ascolta l'intervista a Roberto Grendene

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