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OZ, no trattativa: Unipol caccia subito il parco di sport urbani

Dopo l'acquisto all'asta, il colosso vuole liberarsi subito degli inquilini dell'ex Samputensili.


di Alessandro Canella
Categorie: Sport
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Un'esibizione a OZ

Dopo l'acquisizione da parte di una società controllata, Unipol non vuole aspettare che Oz, il centro di urban sports più grande d'Europa, trovi una nuova sede. Chiesta la liberazione degli spazi entro 10 giorni, tempo insufficiente anche solo per smontare le attrezzature. La trattativa col Comune salta. La rabbia delle associazioni: "Unipol ipocrita: fa bandi sulla riqualificazione e poi sgombera il miglior esempio".

Il colosso assicurativo Unipol "ha calato la maschera". È denso di rabbia e amarezza il comunicato delle associazioni che gestiscono e animano OZ, il parco divertimento per sport urbani più grande d'Europa, che ha sede nell'ex Samputensili. Un capannone di 12mila metri quadrati che qualche anno fa era finito nell'abbandono e nel degrado più totale e che, con il lavoro certosino di Planimetrie Culturali prima e di una cordata di associazioni poi, si è trasformato in un centro per sport urbani che conta seimila tesserati.

Midi, società controllata da Unipol, ha rilevato all'asta lo stabile ad inizio maggio ed ha chiesto agli "inquilini", presenti nella struttura con la formula del comodato d'uso, di andarsene. Il Comune di Bologna, in particolare l'assessore Matteo Lepore, ha cercato di rassicurare tutti, confidando in un accordo con Unipol che consentisse di individuare una nuova struttura dove trasferire le 31 attività sportive che si svolgono in via Stalingrado.
Così, però, non è stato e la trattativa è saltata. Unipol vuole disporre dello spazio il prima possibile e ha intimato alle associazioni di liberare lo spazio entro 10 giorni.

"Ho appena firmato un atto dell'avvocato fallimentare che fissa lo sgombero al 31 maggio, con controllo settimanale dei pacchi che faremo per trasferire il materiale", racconta ai nostri microfoni Calogero 'Lillo' Passarello di Eden, una delle realtà che anima OZ.
Tempistiche assurde se si pensa che il capannone è allestito con piattaforme per l'arrampicata, il parkour, lo skate, palchi e altro materiale tecnico legato agli sport urbani.
Tempistiche che fanno arrabbiare le associazioni, che non avevano alcuna intenzione di rimanere, ma che avevano bisogno di tempo per trovare una nuova casa.

"In questa vicenda vedo il fallimento del Comune - continua Calogero - che non è riuscito ad avviare una trattativa e l'ipocrisia di Unipol, che da un lato emette bandi per la riqualificazione urbana e spende un mare di soldi per lo sviluppo sostenibile e, contemporaneamente, sfratta
dall’oggi al domani un’esperienza unica in Europa".
Nel comunicato la cordata di associazioni che gestisce lo spazio chiede "il sostegno delle associazioni bolognesi perché la nostra esperienza non muoia" e si appella ai gruppi consiliari del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e ai parlamentari di Bologna
"perché prendano posizione contro questa inaccettabile arroganza".

ASCOLTA L'INTERVISTA A CALOGERO PASSARELLO:

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