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Omotransfobia, il pressing sulla legge regionale spacca il Pd

Domani la Giornata Internazionale contro le discriminazioni alle persone lgbtqi.


di redazione
Categorie: Glbtq
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Il 17 maggio la Giornata Internazionale contro l’omo-bi-transfobia, il cui tema quest’anno è “Alleanze per la solidarietà”. Una giornata che si intreccia con il presidio annunciato dalle associazioni Lgbti a sostegno della legge regionale contro l’omonegatività, ma che genera una spaccatura nel Pd per l’iniziativa annunciata dall’assessora Zaccaria. L’intervista a Valeria Roberti.

Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Nel 2005 e grazie all’idea di Loius-Georges Tin, scrittore francese impegnato per i diritti Lgbti, si celebrò la prima giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Due anni più tardi, l’Unione Europea riconobbe questa data ed istituì la Giornata Internazionale contro l’omo-bi-trans-lesbofobia, che domani, 17 maggio 2018, giunge alla sua quindicesima edizione in tutto il mondo dal titolo “Alleanze per la solidarietà”.

A Bologna, anche quest’anno la partnership tra l’Amministrazione comunale e le associazioni presenti sul territorio, che si spendono per la tutela dei diritti delle persone e delle comunità Lgbtqi, ha dato vita ad un ricco programma di attività di sensibilizzazione al tema in occasione di questa importante ricorrenza. Iniziate l’8 maggio con la presentazione di un questionario online nell’ambito del progetto Hate Crimes No More, curato dal Centro Risorse Lgbti, con il quale si intende raccogliere segnalazioni anonime di crimini dati dall’odio verso persone lbtqi, le iniziative di quest’anno avranno fine il 20 maggio con “Intersezionalità e dove trovarla”, banchetto informativo sul tema dei diritti e sul prossimo Bologna Pride. Una città, Bologna, che diventa sempre più un riferimento in ambito internazionale in tema di tutela dei diritti di persone lgbtqi, dal momento che si appresta ad ospitare nel 2022 il festival Various Voices.

Valeria Roberti, rappresentante del Centro Risorse che si occupa di ricerca formazione e sensibilizzazione, mette a fuoco quale sia lo scopo del questionario online di cui la sua associazione si è fatta carico: la raccolta di dati oggettivi sul fenomeno dell’omofobia nel territorio bolognese, numeri che mancano su scala nazionale. “La nostra raccolta vuole da un lato quantificare il fenomeno e dimostrare che esiste – spiega Roberti - Da l’altro vuole dare una spinta alla legge regionale contra l’omonegatività”. Intento che si affianca e va in sostegno dell’azione delle associazioni lgbtqi, che hanno annunciato per domani un presidio sotto la Regione Emilia-Romagna proprio per richiedere e far pressione sull’amministrazione regionale affinché questa legge ritorni nell’agenda politica e tra le priorità della regione.

In questo senso si muove anche il comune di Bologna, che, tramite l’assessora alle pari opportunità Susanna Zaccaria, ha reso noto che esiste un disegno di legge di contrasto all’omofobia approvato dalla giunta comunale di Bologna e pronto per affrontare l’iter di discussioni e trattative che lo porteranno in sede regionale come proposta di legge di iniziativa popolare. Un provvedimento che si iscrive in un progetto comune a diverse amministrazioni dell’Emilia-Romagna, tutte quelle che aderiscono alla rete Re. A. Dy, ossia la rete nazionale delle pubbliche amministrazioni per la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere.

Una mossa che non ha mancato di spaccare il Pd. Non tutto il gruppo dem al Comune di Bologna, infatti, accoglie con entusiasmo la delibera illustrata oggi in commissione. Di sicuro ha bisogno di chiarimenti la renziana Raffaella Santi Casali, del gruppo PerDavvero. Santi Casali chiede infatti un incontro tra il gruppo del Pd a Palazzo D'Accursio e quello in Assemblea legislativa regionale, con tanto di segretari provinciali e di quello regionale Paolo Calvano. Questo significa che la consigliera è contraria ai contenuti della delibera? "Io voglio sentire dalla Regione prima di farmi un'opinione - risponde alla 'Dire' Santi Casali - perché ci sarà un motivo se effettivamente la Regione finora non ha fatto nulla". Detto altrimenti, "siccome è un tema politico e siccome l'anno prossimo in regione si vota - avverte la renziana - io voglio capire quali sono le priorità delle politiche regionali".

Qualche grana, però, c’è anche il movimento lesbico. Alla vigilia di una giornata come il 17 maggio, può sorprendere, quindi, il divorzio tra il Cassero e Arcilesbica, a cui lo scorso venerdì è stato chiesto di lasciare la sede Bolognese. Secondo Roberti, la questione è strettamente politica: le posizioni forti di Arcilesbica nazionale degli ultimi anni, infatti, avevano già fatto allontanare le attiviste bolognesi dalla linea nazionale e portato alla nascita di Lesbiche Bologna.

ASCOLTA L’INTERVISTA A VALERIA ROBERTI:

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