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Omofobia, se a insultare sono le istituzioni

Oggi la Giornata Internazionale contro l'omotransfobia.


di redazione
Categorie: Glbtq
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Nella Giornata Internazionale contro l'omotransfobia, Arcigay diffonde uno studio in cui emerge che nell'anno della legge sulle unioni civili è aumentato esponenzialmente l'hate speech da parte di esponenti istituzionali: 61 casi su 196. La legge contro l'omofobia è ostaggio del Senato. Allarme per le baby gang. Lanciata la campagna anti-bufale #maqualegender.

Il cattivo esempio arriva dalle istituzioni e la cosa è particolarmente grave per l'effetto a cascata che può avere su tutte le altre forme di hate speech e hate crimes, in virtù della legittimazione che ad esse forniscono. È quanto emerge dallo studio di Arcigay sui discorso d'odio nei confronti di persone omosessuali e transessuali, diffuso oggi, Giornata internazionale contro l'omotransfobia.
Di 196 storie seguite da Arcigay nell'anno della legge sulle unioni civili, ben 61 riguardano un rappresentante istituzionale, luoghi istituzionali, o realtà che tentano di confezionare il discorso d'odio in contenitori "autorevoli", come i convegni.

La cultura omofobica, dunque, si annida nelle istituzioni e si manifesta con insulti o rifiuti di applicare la legge, come è avvenuto in alcuni Comuni, dove i sindaci hanno tentato un boicottaggio delle unioni civili.
Non sorprende, dunque, che la legge contro l'omofobia, approvata alla Camera nel 2013, sia bloccata in Senato, ostaggio delle destre e di una parte della maggioranza che non vuole approvarla.
Su questo tema è intervenuto oggi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sostenuto che "l'omofobia e la transfobia violano la dignità umana".

Oltre alle istituzioni, l'omotransfobia si annida anche in molti altri settori della società, dalla scuola allo sport, e spesso non si tratta solo di insulti verbali. Le aggressioni, gli agguati o i ricatti subiti dalle persone lgbtqi registrano un episodio ogni tre giorni e desta particolare preoccupazione l'abbassamento significativo dell'età dei carnefici, organizzati in baby gang.

In occasione del 17 maggio, Arcigay ha lanciato la campagna #maqualegender, indirizzata ai movimenti "No-gender", costituiti da realtà omo-transfobiche e integralisti religiosi.
La campagna richiama il gioco del Monopoli e fa riferimento alle sue celebri carte degli imprevisti: tutti aspirano ad essere se stessi, l'unico imprevisto in questo percorso è la paura. "È una campagna che cerca di spiegare e, attraverso la parola, vuole superare i fantasmi prodotti da chi specula sulla paura", spiegano dall'associazione.
Durante le iniziative previste per oggi verranno distribuite cartoline che rimandano al sito http://maqualegender.it, dove si articoleranno nei prossimi mesi tutte le fasi della campagna.


Ascolta l'intervista a Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay

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