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Nidi torridi, la lettera-appello di una lavoratrice

La denuncia di condizioni proibitive per i bimbi e le lavoratrici.


di redazione
Categorie: Istruzione
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I nidi aperti a luglio non sono attrezzati per sostenere le temperature estreme di questi giorni. Lavoratrici e lavoratori si ingegnano per portare un po' di refrigerio ai bimbi, ma le condizioni sono proibitive. I Cobas Bologna hanno attivato i propri Rls e diramano una lettera-appello di una lavoratrice. Ascolta l'intervista ad Enrico Tabellini.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ENRICO TABELLINI:


Leggi la lettera-appello:

NIDI A 40°C: CRONACA DI UNA SOFFERENZA ANNUNCIATA
venerdì 28 giugno 2019
40 gradi.
Giardini polverosi e bollenti, sterpaglie ed erba secca.
Facciamo giocare i bambini con l'acqua, nudi o solo col pannolino, si forma un po' di fanghiglia, in cui loro si rotolano, sembra di essere in Vietnam, piccoli corpi melmosi.
Prima di giocare hanno pianto in tanti, non ci sono le dade di riferimento, nessuna faccia conosciuta stamattina.
E poi è arrivata la notizia, che loro fortunatamente non sono in grado di comprendere se on in quello che accade, che un'educatrice è malata. Ovviamente non c'è personale supplente e non verrà sostituita, se ne faranno carico quelle in servizio, distrutte dall'anno appena trascorso, demotivate, presenti perché c'è un accordo sindacale che le costringe ad esserci. Non si possono prendere ferie, quei 3 giorni risicati non appartengono a chi lavora e non in queste settimane. Dobbiamo fare bella figura con l'opinione pubblica, i nidi vanno incontro alle esigenze delle famiglie.
Alle esigenze dei bambini nessuno ci pensa, piccoli utenti non dotati di libero arbitrio che, come gli adulti, hanno bisogno di riposo, di giorni tranquilli, di vacanze adatte alle loro esigenze. Invece sono qui a giocare con terra secca e fango. Alle 11 gli si concede un po' di ombra all'interno, all'inferno, in locali non climatizzati, spogli perché il materiale didattico è stato riposto per settembre, solo qualche libro ormai logoro, qualche macchinina e poco altro.
Noi siamo in 61, due nidi insieme che si sono incontrati un mese fa per un'oretta e per definire l'organizzazione degli spazi.

In corso d'anno eravamo 57 con alcuni part time, i lettini sono pochi, ne mancano 8 e nelle camere non ci stanno. Organizziamo una camera da letto volante in una sezione, montiamo tende, prendiamo brandine alla scuola dell'infanzia di fianco, dove bambini più fortunati a luglio stanno a casa. Tutto provvisorio, tutto gestito solo dal nostro buo. senso residuo.
E F.?
Povero piccolo. La tua dada aveva dato la disponibilità solo per le prime due settimane perché avvisata fuori tempo massimo. Le è stato detto che o tutto il periodo o niente, per poi chiederle qualche giorno dopo se accettava supplenze per le prime due settimane.
La CGIL ci chiede di informare sui disservizi, per tutelare la qualità di questo periodo, per tutelare noi e i bambini.
Se non fosse tragico quello che affermano, ci sarebbe da ridere. Chissà a quale qualità fanno riferìmento. Chissà cosa intendono per qualità.
Ho chiesto loro di venire un giorno al nido, perché loro non sanno quello che fanno, non sanno quello che sostengono e quello che firmano, col benestare di dirigenti e politici, che non sanno nemmeno loro cosa stanno disponendo. Non sanno quali sono i bisogni dei bambini, non sanno cosa significa lavorare con tante piccole vite in crescita, quanta fatica fisica e mentale.
No.
Non lo sanno, altrimenti chiederebbero a noi come fare, a noi che siamo lì, sul pezzo, dal 1 di settembre.
Invece dispongono, definiscono, ci stanno vicini... ma con tanta tanta ipocrisia.
Tenuti al largo senza nave.
Dove non ci sono diritti.
Dove dobbiamo sopravvivere.
Tutte noi e i bambini.
In attesa della prossima firma che ci inchioderà ancora per anni a queste settimane non dovute.

NIDI A 40°C
lunedì 1 luglio 2019
Previsioni del tempo: persiste l'alta pressione su Bologna, temperature in aumento.
Previsioni sui nidi: persiste la pressione alta, tensione in aumento.
I nidi scoppiano, di caldo, di stanchezza, di pianti e di bambini. L'unica cosa che manca sono le sostituzioni. Ti prego, fa che nessuno si ammali, ci ripetiamo come un mantra, altrimenti lavoriamo anche per chi non c'è e ci tocca cambiare i turni, ci tocca consolare i bambini stanchi e spaesati che nemmeno conosciamo e che si affidano a noi come se fossimo zattere nella tempesta, e noi non abbiamo braccia a sufficienza nemmeno per i nostri piccoli.
Ti prego, fa che nessuno si ammali, si ripetono come un mantra le ex colleghe degli uffici gestione, prese tra lincudine e il martello, tra l'inettitudine di chi da le direttive e un vago ricordo delle fatiche passate tra queste mura calde.
Mio Dio, quanta confusione, di bambini, adulti, turni di lavoro, voci, e pianti, ci ripetiamo tutte, credenti e atee, queste ultime nella speranza di un segnale divino che le riporti sulla via della fede, nel rispetto del silenzio e del riposo, lontani anni luce da questo inferno.
Fate fare qualcosa a questi bambini, ci viene chiesto da una mente illuminata dalla grande Pedagogia, quella materia che si allarga e si contrae secondo i momenti, come un magma interstellare.E noi attonite, allibite, ci guardiamo attorno, senza sapere se prendere in braccio quel piccolino di cui non sappiamo neppure il nome, ma che piange e che ha la moccola che gli cola col sudore e le lacrime sulla maglietta oppure... oppure, che fare?
come fosse il primo giorno di scuola... Qualche foglio, pennarelli, farina, acqua, lievito?
A cosa dare la priorità?
Mi sfugge il senso di ciò che faccio da 35 anni e mi si accavallano ricordi di tempi migliori, in cui si credeva in un futuro migliore, fatto di buoni pensieri sui bambini e sui loro diritti, fatto di buoni propositi su di noi e i nostri diritti.
Poi arriva la bella parola con la persona che pensa sia giusto fare ciò che amministrazione e sindacati (alcuni, badate bene, non tutti, ma quasi) hanno firmato a nostra insaputa alcuni anni fa, per alcuni euro in più, per briciole a noi e fette più grosse a loro.
Mercoledì manca una persona, non viene sostituita, noi ci spalleggiamo, ci spalmiamo le une sulle altre e ce la faremo, tireremo innanzi fino alla fine, dovessimo crepare qui, che poi ci danno la medaglia postuma e chiuderanno i nidi per un giorno, a luglio, per lutto cittadino, e, finalmente, ci riposeremo.

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