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Nell'Italia del pantano politico, c'è chi guarda alle europee

Presentata ufficialmente a Napoli la lista europee di Diem 25 per le elezioni del 2019.


di redazione
Categorie: Politica
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Yanis Varoufakis sabato scorso ha incontrato il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Mentre l'Italia è in blocco istituzionale, con la sinistra ai minimi termini, Diem 25, il movimento dell'ex ministro greco, pensa alle elezioni europee e conta di superare la crisi attraverso una dimensione transnazionale. L'intervista a Lorenzo Marsili.

Nel pieno pantano istituzionale italiano e con la sinistra ridotta ai minimi storici, c'è qualcuno che pensa già alle elezioni europee del giugno 2019. È Diem 25, il movimento fondato dall'ex-ministro greco Yanis Varoufakis, quello che, a differenza di Alexis Tsipras, decise di non cedere alle morse della Troika.

Qualcuno potrà essere smarrito da questo rilancio, ma Lorenzo Marsili, uno degli esponenti italiani di Diem 25, spiega il senso ai nostri microfoni: "I grandi temi del nostro tempo, quelli che sono stati lasciati fuori dalla campagna elettorale italiana come l'evasione fiscale delle multinazionali, le migrazioni, gli investimenti in conversione ecologica, sono temi che devono essere definiti in una dimensione che supera lo Stato nazionale".

Quello che è mancato fino ad oggi (e che si è concretizzato anche nel risultato elettorale italiano), secondo Marsili è una visione di cambiamento a livello europeo e una forza politica capace di farlo. E necessariamente la dimensione di un movimento che abbia queste caratteristiche è quella trasnazionale.

Sabato scorso, a Napoli, è stata presentata ufficialmente la lista, all'interno di un'assemblea dove si sono incontrati Varoufakis e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris.
La scelta del luogo non è casuale: "Napoli, così come la Barcellona di Ada Colau, che aderisce al nostro progetto - spiega Marsili - sono state contraddistinte in questi anni da Amministrazioni ribelli".

La strada percorsa da Diem 25 fino a questo momento è un po' diversa da quella cui siamo abituati in Italia: nessuna fusione a freddo fra gruppi dirigenti a poche settimane dal voto, ma due anni di "gavetta", fatta di incontri ed elaborazioni, che conducono ad una road map altrettanto lunga.
"La campagna elettorale, sociale e politica - continua Marsili - verrà lanciata il prossimo giugno, ad un anno esatto dalle elezioni, che per noi rappresenta il tempo minimo per costruire una forza di questo tipo".

ASCOLTA L'INTERVISTA A LORENZO MARSILI:

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