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Nell'era dell'odio il Tpo riparte con un "Benvenuti a casa vostra"

La nuova stagione del centro sociale di via Casarini.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Un concerto al Tpo

Per la nuova stagione che inizia sabato, il Tpo sottolinea il lavoro di rete che compie per contrastare la cultura dell'odio. Diversi linguaggi, dalla musica allo sport, dai servizi ai migranti al contrasto alla dispersione scolastica, per reagire "all'imbarbarimento", come lo definisce Flavia Tommasini.

Si partirà con una novità, il festival Atlantico (22-23 settembre), per passare al Krakatoa III (28, 29 e 30 settembre). La musica sarà protagonista anche del concerto di Deafheaven e Inter Arma (12 ottobre), del tradizionale Indiepride - Indipendenti contro omotransfobia, bullismo e sessismo (27 ottobre) e del live di Dj Gruff e Gianluca Petrella (9 novembre). Ma ci sarà spazio anche per eventi di altro tipo, come il Festival delle nuove generazioni (17 novembre) e il Flipmarket (14 ottobre, 11 novembre e 16 dicembre).

La nuova stagione del Tpo, il centro sociale di via Casarini a Bologna, apre i battenti, ma per attiviste e attivisti non si tratta di una stagione come le altre. "Quest'anno più che mai cominciamo guardando a ciò che ci circonda - si legge nel comunicato - È un periodo complesso quello che stiamo vivendo e sempre più profondamente intriso di un clima razzista, xenofobo, omofobo, populista e maschilista".
Per questo, oltre agli eventi che ogni anno propone, il Tpo ci tiene a sottolineare la fitta rete di attività e relazioni che ha costruito, che attraverso una moltiplicità di linguaggi cerca di mandare un messaggio contro l'odio verso il diverso.

Dalle tantissime attività sportive, come danza afro, pugilato, tessuti aerei, pallavolo, calcio e rugby, aperti a tutti e pensati per includere persone svantaggiate che non avrebbero le risorse economiche per partecipare, alle attività rivolte ai migranti, come la scuola di italiano e lo sportello legale, fino al progetto contro la dispersione scolastica e le attività sindacali di Ald Cobas.
Una moltitudine di progetti e di collaborazioni che servono per combattere "l'imbarbarimento", come lo definisce ai nostri microfoni Flavia Tommasini.

"Quest'estate abbiamo assistito a quanto stava accadendo, dalle morti in mare alle persone che escono in strada e sparano ai migranti - osserva Tommasini - e ci sembrava il medioevo, ma è il 2018. Per questo, di fronte a quanto sta accadendo, noi ci opponiamo al 'aiutiamoli a casa loro' e diciamo 'benvenuti a casa vostra'".
Per la direttrice artistica del Tpo questi sono tempi in cui non si può non prendere posizione, non dire da che parte si sta. A questo scopo, le attività del Tpo manderanno, con linguaggi differenti, lo stesso e chiaro messaggio: no all'odio.

ASCOLTA L'INTERVISTA A FLAVIA TOMMASINI:

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