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'Ndrangheta e accoglienza: colpa della gestione emergenziale

Sotto le Due Torri il 27 maggio la marcia di "Bologna accoglie".


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti, Giustizia
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L'inchiesta sul Cara di Isola Capo Rizzuto conferma quanto si è visto con Mafia Capitale: la gestione emergenziale dell'accoglienza favorisce la criminalità organizzata. Intanto anche Bologna aderisce a "No one is illegal": il 27 maggio la "Marcia della Bologna accogliente e solidale". Domani un incontro a Làbas. L'intervista a Neva Cocchi.

Non bastava Mafia Capitale. Il business delle mafie sulla pelle dei migranti continua, come ha certificato l'inchiesta della dda di Catanzaro, che ieri ha portato all'arresto di 68 persone. Questa volta a fare affari sul centro di accoglienza di Crotone è stata la 'ndrangheta, in particolare il clan Arena, che negli ultimi 10 anni ha incassato ben 32 milioni di euro dei 100 girati dallo Stato italiano da fondi europei.
"Dai frutta marcia ai negri" è una delle intercettazioni chiave dell'inchiesta, che dimostra come si lucrava sui profughi per fare affari.

"Ora contratti al setaccio", ha reagito il ministro degli Interni Marco Minniti. Parole che implicitamente rivelano come i bandi delle Prefetture per la gestione dei centri di accoglienza non vengano vagliati in alcun modo, nonostante l'inchiesta Mafia Capitale di tre anni e mezzo fa abbia dimostrato chiaramente gli appetiti della criminalità organizzata sul sistema dell'accoglienza.
Un sistema che, per come è impostato, rappresenta un business facile per chi vi voglia lucrare sopra in modo criminoso.

"È quasi impossibile che la mafia non riesca ad infiltrarsi - commenta ai nostri microfoni Neva Cocchi di Ya Basta - Il sistema dei Cas, i centri di accoglienza straordinaria, è assolutamente privo di controlli, di verifiche e di valutazioni. Il sistema viene gestito attraverso le Prefetture, ma non c'è un monitoraggio".
Una gestione emergenziale, dunque, che è molto diversa da quella che dovrebbe essere prevista, quella degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

L'altra accoglienza, quella che non cede alle retoriche leghiste, pentastellate o "serrachiane", scenderà in piazza a Milano il 20 maggio, ma la campagna "No one is illegal" farà tappa anche a Bologna.
Realtà come Tpo, Làbas e Ya Basta stanno organizzando per il 27 maggio una "Marcia della Bologna accogliente e solidale contro muri e razzismo".
La prima assemblea pubblica, svoltasi in via Casarini, ha visto la partecipazione di 200 persone e domani sera, in via Orfeo, si terrà l'incontro di preparazione dell'iniziativa.

Dai rastrellamenti alla stazione di Milano all'attacco alle Ong, il clima che si respira in Italia porta i promotori a dire che "bisogna agire e opporsi fermamente alle misure politiche che stanno colpendo i migranti e le fasce più povere della società, che alimentano sentimenti di odio, che costruiscono un impianto normativo che cancella diritti e divide cittadini in serie in base a reddito e colore della pelle, che criminalizzano chi non è compatibile con il 'decoro urbano' imposto dall’alto dei ministeri, delle questure e dei palazzi delle amministrazioni".


Ascolta l'intervista a Neva Cocchi

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