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Napoli, un'altra Paranza è possibile: quella della bellezza

Il documentario di Luca Rosini sul Rione Sanità del capoluogo campano.


di Alessandro Canella
Categorie: Società, Cultura
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Da quartiere in mano alla camorra a luogo di bellezza ed occasione di lavoro grazie ad una riqualificazione dal basso. È la storia del Rione Sanità di Napoli, che viene raccontata in "La Paranza della bellezza", il documentario di Luca Rosini. Alle 18.00 di oggi, 17 aprile, la proiezione al Cinema Lumière e l'incontro con regista e protagonista.

Da quartiere in mano alla camorra, inavvicinabile per molti, a luogo di bellezza e lavoro. È il Rione Sanità di Napoli, che oggi è stato riqualificato e trasformato dall'iniziativa spontanea di un gruppo di giovani.
È la storia che viene raccontata da "La paranza della bellezza", il documentario di Luca Rosini che verrà proiettato questo pomeriggio, alle 18.00, al Cinema Lumière di via Azzo Gardino 65 a Bologna.
Assieme al registra, all'incontro interverrà anche Enzo Porzio, il protagonista del film.

In napoletano la Paranza è una barca di pescatori. Negli anni il termine è venuto a indicare il gruppo di fuoco di un’organizzazione criminale. Le paranze sono quelle che fanno le “stese”, le azioni intimidatorie, che uccidono, che terrorizzano alcuni quartieri di Napoli.
Il docu-film racconta un altro tipo di Paranza, composta da persone che cercano di cambiare lo stato delle cose, persone impegnate nella riscoperta del  patrimonio culturale, nella musica e nel sociale all’interno del Rione Sanità.
Alcuni sono educatori, altri lavorano nel quartiere come guide turistiche, altri ancora sono semplici utenti: bambini e giovani, cittadini che desiderano il riscatto sociale. Attraverso il loro sguardo scopriamo come la bellezza può diventare uno strumento per cambiare la vita delle persone.

Tante le storie raccontate nel lavoro. Da quella della Cooperativa “La Paranza”, creata dai giovani del quartiere per rendere accessibili ai turisti le antiche Catacombe e le bellezze del territorio, all’Orchestra “Sanitansamble”, un progetto di formazione alla musica per bambini e ragazzi. E ancora il teatro: uno strumento di liberazione personale che rende i giovani protagonisti al di là delle differenze sociali. O il centro educativo “Sane Stelle”, dove si svolgono laboratori di espressione artistica e creativa che coinvolgono anche chi è in fuga dalla scuola.

"L'idea vincente dei ragazzi della cooperativa - osserva ai nostri microfoni Rosini - è stata quella di associare ad un progetto sociale anche una dimensione economica. In questo modo, da luogo inavvicinabile, il Rione Sanità si è trasformato in occasione di lavoro, dove i giovani e gli adolescenti vengono letteralmente strappati alle attività criminali".

ASCOLTA L'INTERVISTA A LUCA ROSINI:

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