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Morti sul lavoro, verso lo sciopero generale?

Non si ferma la strage di operai in Italia e la Cgil pensa alla mobilitazione.


di redazione
Categorie: Lavoro
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Le dimensioni del fenomeno delle morti sul lavoro sono paragonabili ad una strage. 259 le vittime dall'inizio del 2018, due al giorno. Il segretario nazionale della Filctem Cgil, Emilio Miceli, evoca lo sciopero nazionale. Maurizio Landini rilancia: "Non basta la protesta, bisogna aprire vertenze". L'intervista a Bruno Papignani, segretario della Fiom Cgil Emilia Romagna.

I dati erano migliorati negli anni più acuti della crisi, ma già allora c'era chi metteva in guardia da facili entusiasmi: le morti sul lavoro erano diminuite perché erano diminuiti i posti di lavoro stessi.
Ora che alcuni comparti sono timidamente ripartiti, il fenomeno delle "morti bianche" è tornato ad assumere le proporzioni di una vera e propria strage. Dall'inizio del 2018 sono già 259 le persone che hanno perso la vita sul lavoro. Un dato calcolato dall'Osservatorio Indipendente di Bologna e che non tiene conto dei morti in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro. La media, dunque, è di due persone al giorno che perdono la vita lavorando.

Il tema è stato evocato questa mattina dall'Assemblea nazionale della Filctem, i chimici e tessili della Cgil, attraverso le parole del segretario nazionale Emilio Miceli, che ha affermato: "Farebbero bene Cgil, Cisl e Uil a proclamare uno sciopero, un'astensione dal lavoro che serva a dare una nuova sollecitazione alle imprese e al Paese".
Miceli ha ricordato anche che, quando la crisi incalza, le aziende tagliano anzitutto sulla sicurezza.

L'idea di uno sciopero generale unitario per la sicurezza nei luoghi di lavoro è stato ripreso anche da Maurizio Landini, ex segretario della Fiom e ora nella segreteria nazionale Cgil, che ha tenuto la relazione conclusiva.
"È evidente che in queste ore bisognerà valutare tutte le azioni da mettere in campo a sostegno di richieste e rivendicazioni - ha detto Landini - non può essere semplicemente uno sciopero di protesta, abbiamo bisogno di scioperare affinché non ci siano altri morti".

Landini ricorda che, oltre alle morti bianche, ci sono anche tanti infortuni che non vengono denunciati, a causa della precarietà e della paura oggi dentro il mondo del lavoro". Ma l'ex segretario Fiom non mira soltanto alla sensibilizzazione generale: "Dovremo aprire vertenze nei luoghi di lavoro e mobilitarci per sostenere queste richieste. Regioni, Comuni, Parlamento e Governo: ciascuno può fare la sua parte, rafforzando la medicina preventiva sul lavoro. In Italia c'è qualche migliaio di ispettorati ma ci sono milioni di piccole-medie imprese, bisognerebbe istituire in ogni provincia tavoli dove tutti analizzano i dati e decidono come agire".

Ai nostri microfoni prende la parola anche Bruno Papignani, segretario regionale della Fiom, che invoca anche un intervento legislativo e una maggiore attenzione nel settore degli appalti.
Papignani ricorda lo sciopero di un'ora dello scorso 24 aprile messo in campo dalla Fiom proprio a livello regionale, ma sottolinea come non sia sufficiente fare uno sciopero ogni volta che muore un lavoratore.

ASCOLTA L'INTERVISTA A BRUNO PAPIGNANI:

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