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Migranti, leggi e accordi di Minniti e Orlando sotto il fuoco legale

Le azioni giudiziarie di Asgi contro provvedimenti del governo in tema di migranti.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Andrea Orlando e Marco Minniti

L'accordo del governo italiano con la Libia, la legge Minniti-Orlando e i soldi per la cooperazione dati da Minniti alla Guardia Costiera libica di Al Serraj sono al centro di una serie di ricorsi e azioni giudiziarie, questioni di costituzionalità e conflitti di attribuzione da parte dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione e di alcuni parlamentari di LeU. La legge Minniti-Orlando potrebbe finire sotto processo a fine giugno.

La legge Minniti-Orlando sull'immigrazione potrebbe essere incostituzionale, l'accordo tra governo italiano e Libia potrebbe essere annullato e i soldi del Fondo Africa, destinati alla cooperazione internazionale, dati da Minniti alla Guardia Costiera libica di Al Serraj potrebbero essere illegittimi.
Quasi tutti i provvedimenti dei governi Renzi e Gentiloni, in particolare per quanto riguarda le iniziative assunte dai Ministeri degli Interni e della Giustizia, in materia di migranti potrebbero essere smontati dalle azioni giudiziarie intraprese dall'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi). E i segnali che queste azioni potrebbero andare in porto sono buoni.

La settimana scorsa il Consiglio di Stato ha riconosciuto all'Asgi la legittimità ad impugnare davanti al Tar del Lazio il Decreto 4110/47 - ottenuto grazie ad un accesso civico (FOIA) -  con cui il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha accordato al Ministero dell’Interno un finanziamento di 2,5 milioni di euro alla Libia per attrezzature ed attività da destinare al rafforzamento delle autorità libiche. In particolare, le risorse del Fondo Africa, che dovevano essere destinate alla cooperazione internazionale, sono in parte finite alla Guardia Costiera libica, che ha riparato motovedette con cui effettua respingimenti di migranti nel Mediterraneo, vietati dal diritto internazionale.

Non solo: la Libia si è macchiata di gravi violazioni dei diritti umani e, ricorda l'avvocato Antonello Ciervo di Asgi ai nostri microfoni, "è un Paese in cui è in corso una guerra civile e un regolamento europeo impone un embargo e vieta agli Stati membri dell'Ue di finanziare o supportare una parte in causa", come l'Italia sta di fatto facendo.

A poter finire "sotto processo", però, è anche il decreto legge 46/2017, meglio noto come legge Minniti-Orlando. I giuristi che difendono i diritti dei migranti, infatti, hanno ravvisato diversi profili incostituzionalità della legge, tra cui quello sicuramente più lampante è la cancellazione di un grado di giudizio per i ricorsi dei richiedenti asilo. L'Asgi ha presentato due ricorsi in Cassazione e ieri è arrivata la notizia che la prima udienza si terrà il 27 giugno prossimo.
"Qualora la Cassazione si convincesse dell'incostituzionalità della legge - osserva Ciervo - la Minniti-Orlando finirebbe sotto processo, nel senso che verrebbe chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi. Il tutto ad appena otto mesi dall'entrata in vigore".

Le grane per l'uscente ministro Minniti, però, non sono finite. Il 4 luglio, infatti, si discuterà anche il ricorso presentato da alcuni parlamentari di Sinistra Italiana e Possibile (ora LeU) che, appoggiati dall'Asgi, hanno sollevato un conflitto di attribuzione in merito all'accordo segreto stipulato dall'Italia con la Libia per il blocco dei flussi migratori verso l'Italia e l'Europa.
La Costituzione, all'articolo 80, dice infatti che deve essere il Parlamento ad approvare un accordo internazionale di questo tipo, ma il governo non ha mai portato in aula l'accordo, né i parlamentari lo hanno votato.
Qualora anche questa procedura fosse dichiarata incostituzionale, l'accordo con la Libia risulterebbe nullo.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ANTONELLO CIERVO:

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