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Immigrazione: cosa dovrebbe fare il nuovo governo

Valutazioni e analisi sul programma del nuovo governo in tema di immigrazione.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Migranti
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La correzione secondo le indicazioni di Mattarella dei decreti sicurezza e la pressione sull'Europa affinché si faccia carico del tema, anche rivedendo il Regolamento di Dublino. Nel programma del nuovo governo sono questi i punti che riguardano l'immigrazione. Dario Belluccio dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione indica ai nostri microfoni le misure necessarie per gestire il fenomeno migratorio.

Da un lato un ritocco ai decreti sicurezza che portano la firma di Matteo Salvini, dall'altro una (nuova) pressione sull'Europa affinché si faccia carico del problema, ad esempio rivedendo il Regolamento di Dublino che obbliga il Paese di primo sbarco ad occuparsi dell'accoglienza e delle pratiche per la domanda d'asilo. Sono questi i punti del programma del governo targato M5S, Pd e LeU sul tema dell'immigrazione. Almeno quelli messi nero su bianco, perché una delle incognite emerse negli ultimi giorni riguarda la possibile discontinuità con la politica dei porti chiusi inaugurata dal capo della Lega.

"Come ogni programma, quello del nuovo governo contiene indicazioni generiche, che poi dovranno avere un'attuazione concreta", commenta ai nostri microfoni Dario Belluccio dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi).
Per l'associazione di giuristi che hanno seguito in prima linea il tema in questi anni, le cose necessarie riguardano da un lato le politiche interne, cioè quelle riservate alle persone che già sono presenti in Italia, e dall'altro le politiche esterne, cioè le modalità con cui le persone straniere possono giungere nel nostro Paese.

"Dall'approvazione del primo decreto sicurezza - osserva Belluccio - assistiamo ad una situazione che sta diventando esplosiva, ovvero ci sono molte persone che stanno sempre più cadendo nell'irregolarità. E questa è una prerogativa del vecchio ministro dell'Interno".
Asgi auspica che il decreto sicurezza venga completamente abrogato e che venga fatta, da un lato, una sanatoria per le persone che sono già in Italia e, dall'altro, una legislazione che consenta costantemente la regolarizzazione, sia per motivi famigliari che di lavoro e di protezione internazionale.

Quanto alle politiche esterne, per l'esponente di Asgi è fondamentale riprendere la discussione con le istituzioni europee in ordine alle politiche di ricerca e soccorso in mare. "È una politica che è stata dismessa, anzi apertamente contrastata dal precedente governo - sottolinea Belluccio - mentre salvare vite in mare è un compito anzitutto delle autorità pubbliche".
Contestualmente, la riforma del Regolamento di Dublino va sostenuta, in particolare la proposta votata quasi due anni fa dal Parlamento europeo che vincolava gli stati membri all'obbligo della solidarietà e della ripartizione dei richiedenti asilo.

Un'ulteriore questione, per Asgi, è quella relativa alla garanzia dei diritti sociali delle persone straniere presenti in Italia. "Nel sud Italia, ma non solo, ci sono condizioni di sfruttamento lavorativo - punta il dito Belluccio - senza che questa problematica sia stata fatta oggetto di un'azione politica consistente nel corso degli ultimi anni".
No, quindi, agli sgomberi delle tendopoli senza fornire delle alternative credibili alle persone.

Vi è poi il tema della criminalizzazione della solidarietà. "Il decreto sicurezza bis, quello che criminalizza per legge il salvataggio in mare va indubbiamente abrogato, perché è incostituzionale e contrario alle norme internazionali - afferma il giurista - La criminalizzazione dell'immigrazione e della solidarietà è una politica conseguente alle politiche di proibizionismo e di chiusura in questa materia. In questi ultimi anni non si è voluto affrontare il problema, ma si è voluto amplicare. Nell'amplificarlo, molti soggetti sono stati marginalizzati e criminalizzati attraverso il discorso d'odio ed ha prodotto numerosi atteggiamenti di razzismo e xenofobia".

ASCOLTA L'INTERVISTA A DARIO BELLUCCIO:

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