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Mastodon, l'anti-Facebook: arriva il social network senza padrone

Il social network sviluppato dai movimenti per evitare la schedatura di massa.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento
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Un social network che non risponde a logiche commerciali, non profila né rivende dati personali, favorisce l'open publishing e mette al bando il razzismo, il sessismo, il fascismo e gli haters. È la nuova istanza di Mastodon, la versione di un social network sviluppata da hacker e attiviste e attivisti di Xm24, Circolo Anarchico Berneri e Hacklabbo. Giovedì 28 giugno la presentazione in via Fioravanti.

Lo scandalo Cambridge Analytica, la manipolazione dell'opinione pubblica attraverso le fake news, gli haters, la profilatura e la vendita dei dati personali a scopi commerciali. Questi ed altri sono i fenomeni problematici emersi solo negli ultimi anni attorno e dentro ai social network commerciali, Facebook in primis.
Se è vero che i social hanno accorciato le distante e favorito lo scambio e la comunicazione a distanza, è altrettanto vero che il prezzo da pagare in termini di rinuncia alla privacy e controllo sociale è davvero troppo alto.

Attorno a questo tema si sono interrogati hackers, attiviste e attivisti di Xm24, Circolo Anarchico Berneri e HacklabBo, che giovedì prossimo, 28 giugno, alle 20.30, nel centro sociale di via Fioravanti 24 e in vista dell'Hackmeeting 2018, presenteranno una nuova "istanza" di Mastodon , il social network alternativo per la condivisione di contenuti non commerciali.
"Non vogliamo che vengano sostituiti i blog e siti di movimento, né le assemblee reali con assemblee virtuali - spiegano gli sviluppatori - Troviamo però preoccupante che diverse realtà usino esclusivamente dei social network commerciali, esponendo così maggiormente le proprie militanti a una vera e propria schedatura di massa"

Simile a Twitter nelle funzionalità, le caratteristiche di Mastodon sono profondamente e concettualmente molto diverse, al punto di farne una sorta di anti-Facebook.
Anzitutto la tutela dell'anonimato, questione maggiormente critica se consideriamo la creatura di Mark Zuckerberg. Mastodon, invece, è pensato e sviluppato per non pubblicare né conservare alcun dato sensibile, a tutela della privacy degli utenti. In questo senso, dunque, non profila e non rivende dati personali a scopi commerciali o politici, favorendo al tempo stesso l'open publishing non commerciale. Mastodon, inoltre, viene gestito in modo collettivo, senza un vero e proprio padrone.

Un'altra fondamentale differenza coi social network di stampo commerciale, così come sono diventati, sono le policy di comportamento che gli utilizzatori devono seguire e condividere.
Mastodon, infatti, mette al bando i messaggi razzisti, sessisti e fascisti (meme, tags e rappresentazioni allusive comprese), la propaganda partitica istituzionale, la pubblicità, i messaggi offensivi e denigratori, finalizzati al semplice insulto o alla minaccia personale nei confronti di altri utenti. Ma sono malvisti anche "messaggi che facciano riferimento a contenuti di Facebook".

ASCOLTA LINTERVISTA A JACOPO, UNO DEGLI SVILUPPATORI:

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