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23 marzo a Roma: clima e grandi opere non possono andare a braccetto

Sabato a Roma la marcia per il clima e contro le grandi opere inutili.


di redazione
Categorie: Ambiente
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Non è possibile avere a cuore il pianeta, volendo fermare i cambiamenti climatici, e contemporaneamente sostenere le grandi opere inutili. È questo il messaggio che arriverà da Roma, sabato 23 marzo, nella "Marcia per il clima e contro le grandi opere inutili". Lo slogan della manifestazione: #SiamoAncoraInTempo. Anche da Bologna partiranno pullman verso la capitale.

Si può applaudire agli studenti dei #FridaysForFuture, scesi in piazza in tutto il mondo venerdì scorso per lo sciopero globale, e contemporaneamente sostenere la realizzazione delle grandi opere? La risposta è "no" e verrà gridata forte e chiara sabato prossimo, 23 marzo, durante la manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma.
Nella capitale, infatti, scenderanno in piazza decine di comitati, associazioni e movimenti, che daranno vita alla "Marcia per il clima e contro le grandi opere inutili".

#SiamoAncoraInTempo è l'hashtag lanciato dagli organizzatori. Un pungulo e uno stimolo ai decisori politici, affinché inizino seriamente a mettere in campo misure concrete a tutela dell'ambiente.
Ciò che risalta di più, però, è l'accostamento dei due temi, la salvaguardia del clima e lo stop alle grandi opere, che la schizofrenia spesso ipocrita della politica e dell'informazione mainstream non mette mai in relazione. Costruendo nuove infrastrutture, spesso pensate per il trasporto su gomma, infatti, si devasta l'ambiente, impermealizzando fra le altre cose ancora più superfici con il conseguente aumento di fenomeni come le alluvioni, ma al tempo stesso si favorisce ulteriormente l'inquinamento proveniente da mezzi di locomozione privati come le automobili.

Sono tantissime le "vertenze" ambientali aperte in Italia e solo alcune sono state ricordate ieri durante la conferenza stampa che si è svolta ieri davanti al Ministero dell'Ambiente. Frequenti, nella presentazione, sono stati i richiami allo sciopero globale di venerdì scorso, di cui la manifestazione di sabato prossimo si propone di essere un naturale proseguimento.
Ad accomunare le tante battaglie sui diversi territori è una convinzione comune: il responsabile dei cambiamenti climatici e delle sue tragiche conseguenze è questo modello di sviluppo, impostato sul profitto.

ASCOLTA L'INTRODUZIONE DI PIETRO, UNO DEGLI ORGANIZZATORI:


Particolarmente vessato dalle questioni ambientali è meridione. Le questioni aperte sono tante, dall'ex-Ilva di Taranto, che continua a compromettere la salute di tante persone, alla Tap, il gasdotto che approderà in Salento, dallo smaltimento di rifiuti tossici nella Terra dei Fuochi al Muos siciliano.
"Noi in Campania lo abbiamo chiamato biocidio", ha osservato un attivista campano.
"Non è un segreto che il M5S abbia preso tantissimi voti al sud - continua l'attivista - e le persone lo hanno votato perché aveva fatto promesse sui temi ambientali". Promesse che, osserva, sono state tradite.

ASCOLTA L'INTERVENTO DI UN ATTIVISTA DELLA CAMPANIA:


Se si parla di grandi opere, però, non si può non pensare al Tav. Il tema si è riacceso negli ultimi mesi per le divergenze all'interno del governo giallobruno, ma la questione è in ballo da ormai trent'anni.
Sulla Torino-Lione, in queste settimane, abbiamo sentito di tutto. Da un lato una retorica assodata anche in altre circostanze, quella dei posti di lavoro. Chi sostiene e difende l'opera insiste sul fatto che si crei occupazione, ma non dice mai che è occupazione a termine e che le conseguenze sociali che la devastazione territoriale che produce hanno costi non paragonabili.
Allo stesso modo, c'è qualcuno che ha provato a sostenere l'ecosostenibilità del treno alla base della linea che si vuole realizzare. Peccato, però, che una linea ferroviaria su quella tratta esista già, come ha sottolineato No Tav valsusino.

ASCOLTA L'INTERVENTO DI UN NO TAV DELLA VAL DI SUSA:


Anche a Bologna le ragioni per scendere in piazza non mancano. Dalla battaglia in difesa dei Prati di Caprara alla questione del Passante di Mezzo, dal problema dell'inquinamento sollevato, tra gli altri, anche dalla campagna Aria Pesa fino a ciò che succede in provincia, con la centrale del gas di Minerbio.
Dalla nostra città partiranno diversi pullman, alcuni dei quali organizzati da "Siamo Ancora In Tempo Bologna", che raggruppa Làbas, Tpo, Vag61 e Comitato Becco.

ASCOLTA L'INTERVISTA A VALERIO CAMPOSEO DEL TPO:

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