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Marx in vacanza alla Manifesta

Dal 6 all'8 luglio l'iniziativa al centro Giorgio Costa di via Azzo Gardino 44.


di redazione
Categorie: Politica
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1818-2018: Marx compie duecento anni. In occasione del bicentenario del filosofo tedesco, l’associazione bolognese Il Manifesto in Rete organizza per il 6, 7, ed 8 luglio un ciclo di incontri e dibattiti per parlare di pensiero marxista, politica odierna ed immigrazione.

A duecento anni dalla sua nascita, Marx va in vacanza: sul duplice senso di questa affermazione verteranno le tre giornate di incontri e dibattiti del 6, 7 ed 8 luglio, organizzati dall’associazione Il Manifesto in Rete di Bologna. Nelle serate di venerdì e sabato, alla discussione ed al contributo di numerosi, tra cui Ivano Marescotti, Valerio Romitelli ed Alberto Burgio, si alterneranno momenti conviviali con le cene organizzate dall’associazione e proiezioni di film o cortometraggi. Tra questi ultimi, il documentario ‘Torino 63’ di Noemi Pulvirenti, cortometraggio autoprodotto e vincitore del premio Slow Food al Migranti Film Festival 2018; il film LE CHIENLIT-i giorni del Maggio di Luigi Perelli, pellicola rimasta nascosta per 40 anni e recuperata dall’archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico.
 
“La vacanza di Marx è da intendere sia nell’idea di un Marx che non ne può più, sia nel significato che non troviamo più Marx, i suoi contributi al pensiero filosofico e di sinistra, oggi e nella politica d’oggi”, sostiene Mauro Chiodarelli, presidente dell’associazione Il Manifesto in Rete. Un’opinione comune alla gran parte di coloro che interverranno nel ciclo di dibattiti del prossimo weekend. E secondo il professor Burgio, importante studioso del pensiero marxiano e docente al dipartimento di filosofia e comunicazione dell’Unibo, “la carente presenza di uno studio di Marx nell’università nell’ultimo trentennio e la mancanza di consapevolezza di quanto il lessico e gli strumenti di pensiero marxiano siano radicati nel modo europeo di leggere la realtà sta producendo i risultati sociali e politici che oggi sono sotto i nostri occhi”.

La necessità di riportare il pensiero marxiano al centro del dibattito non solo accademico è tanto più pressante, quanto più si considera il forte accento dato dal pensatore tedesco all’idea di internazionalismo. Nel clima politico di oggi, quando muri fisici ed ideologici sono in costruzione e si cerca difesa dallo straniero barricandosi nei confini nazionali, il motto ‘proletari di tutto il mondo unitevi’ risuona provocatorio, senza bisogno di rievocare la lotta di classe in senso ortodosso. “Adesso si afferma che per guardare le questioni internazionali bisogna adottare un punto di vista internazionale, ma le cose funzionano esattamente al contrario e questo era già nel pensiero marxiano”, afferma Valerio Romitelli, docente di Storia dei Movimenti e dei Partiti Politici dell’Unibo che contribuirà al dibattito del 6 luglio sul tema dell’immigrazione e del lavoro. “Oggi quello che manca è un punto di vista che non sia legato alla propria nazione. Ci sono personaggi e filosofi che girano il mondo e provano a fondare un pensiero internazionale, ma rimane molto accademico. Quello che serve è ripartire dal basso, adesso che l’area di pensiero tradizionalmente di sinistra è rimasta libera da qualsiasi vera rappresentanza politica”.

Per il programma completo clicca qui.

Marta Campa

ASCOLTA L'INTERVISTA A VALERIO ROMITELLI:

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