Radio Città Fujiko»Notizie

Lo sfruttamento dietro al volontariato nei grandi eventi

Tutti i lati oscuri del lavoro non retribuito.


di redazione
Categorie: Lavoro
Uefa2020.jpg

Dopo il Jova Beach Party, anche gli europei Uefa 2020 a Roma utilizzeranno il lavoro gratuito di migliaia di “volontari”. Un modello che si sta espandendo molto soprattutto nell’industria culturale e a cui bisogna dire basta. L’intervento di Marta Fana.

L’anno prossimo a Roma ci saranno gli europei UEFA Euro2020, un evento che sarà possibile grazie ai 12000 volontari che gli organizzatori stanno reclutando in tutto il mondo, di cui mille solo in Italia. Marta Fana, esperta nel campo del mercato del lavoro, ha denunciato pubblicamente il bando del programma volontari della manifestazione, nel quale si legge che i volontari riceveranno "i seguenti benefit: divisa del volontario, pasti e bevande durante l’attività, trasporto pubblico in città durante l’evento, assicurazione, gifts e thank you party alla fine dell’evento". Nel programma è inoltre specificato che i volontari non potranno guardare le partite come spettatori, ma "opereranno nel cuore dell’evento, vivendo l’atmosfera de torneo". E nessuna retribuzione, per un lavoro che può durare anche 10/12 ore al giorno. "Una grande presa in giro" la definisce Fana sulla sua pagina Facebook, nella quale ha postato la locandina del programma volontari UEFA.

Il modello del lavoro volontario è già stato ampiamente discusso e denunciato nell’ambito di un altro grande evento, il ‘Jova Beach Party’ . Nel tour estivo di Jovanotti, infatti, lo staff ha reclutato un gran numero di volontari per un lavoro non retribuito dalle 13 alle 23.30 circa, con due pasti e due buoni drink. "La critica di fondo è che queste forme di volontariato nascondono di fatto una forma di lavoro gratuito" ha spiegato Marta Fana ai microfoni di Radio Città Fujiko. Quello del lavoro non retribuito è un modus operandi che "si sta espandendo a vista d’occhio in tutti i grandi eventi, soprattutto quelli culturali", ma anche nel settore dei "tirocini o degli stage non retribuiti".

È un problema anche per i lavoratori disoccupati: non si sente più il bisogno di ridurre la disoccupazione in maniera attiva, attraverso le assunzioni, ma si sostituiscono i lavoratori con giovani che si possono non pagare. "Non è vero che non esiste domanda di lavoro" ha detto Fana, ma si considerano i lavoratori solo come persone da sfruttare. Questi grandi eventi fatturano milioni di euro, "che solo pochi intascheranno" scrive ancora. "Non è vero che non si possa dire basta. Ed è un’azione collettiva da intraprendere vista la deriva che stiamo vivendo".

Sara Spimpolo

ASCOLTA L’INTERVISTA A MARTA FANA:

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]