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Le ragioni dell'ascesa di Casapound

Un'analisi della strategia dell'estrema destra nel X Municipio.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Alle elezioni di Ostia i neofascisti di Casapound prendono il 9% dei consensi. Un'ascesa dovuta a sovraesposizione e "normalizzazione" mediatica, lavoro sociale in stile Alba Dorata, ombre su rapporti con il clan Spada e scarsa affluenza. L'analisi del giornalista Valerio Renzi.

I risultati delle elezioni di Ostia non rappresentano in assoluto la prima volta che esponenti di Casapound riescono ad entrare nelle istituzioni, ma sicuramente il 9% raccolto dai fascisti del terzo millennio, come amavano definirsi, nella consultazione per il X Municipio di Roma, avvenuta ieri, ha un portato al tempo stesso concreto e simbolico.
La formazione di estrema destra è il quarto partito nella periferia romana e il sentore è che sia in atto un'ascesa non episodica.

Valerio Renzi, giornalista di Fanpage, da tempo segue quanto sta accadendo ad Ostia e ha scritto diversi articoli sull'azione politica, mediatica e sociale di Casapound.
"Nonostante si trattasse di un'elezione locale - spiega ai nostri microfoni - il movimento di estrema destra ha investito tantissimo in termini di esposizione mediatica, impegno e anche risorse economiche in questa campagna elettorale, agendo su un territorio dove è riuscito a conseguire un certo radicamento".

Un primo elemento per valutare il risultato di Casapound, dunque, va ricercato nel tipo di lavoro sociale che è stato fatto, che il giornalista paragona a quello di Alba Dorata in Grecia.
Dalla distribuzione della spesa alle ronde anti-degrado, fino alle campagne anti-abusivi, impostate sulla contrapposizione tra lavoratori italiani a cui vengono tolte le licenze e abusivi stranieri lasciati liberi di agire, i neofascisti hanno finito per rappresentare anche le istanze di una fetta della popolazione.

La sovraesposizione mediatica è sicuramente un altro fattore cruciale, che ha permesso a Casapound di farsi notare.
Se a ciò aggiungiamo iniziative di carattere nazionale, come gli inviti al confronto rivolti dall'organizzazione di estrema destra ad illustri esponenti della comunicazione, come Mentana e Formigli, ecco che lo sdoganamento è servito.
"Di sicuro - osserva Renzi - quell'operazione ha normalizzato la presenza di Casapound nel dibattito politico e mediatico".

La bassa affluenza alle urne e la crisi dei partiti tradizionali, seguita ai due anni di commissariamento per mafia del territorio, hanno poi donato centralità a forze politiche altrimenti marginali.
E a proposito di mafia, un'ombra a cui non si è chiesto sufficientemente conto a Casapound riguarda i rapporti con esponenti del clan Spada, recentemente condannati proprio per mafia.
"Ciò non significa che gli esponenti di Casapound sono organici ad un'organizzazione mafiosa o sono collaterali a questa - osserva il giornalista - ma vuol dire che comunque questi rapporti esistono".

ASCOLTA L'INTERVISTA A VALERIO RENZI:

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