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La "svolta confessionale" di Macron cela le sue ambiguità

Il discorso con cui il presidente francese ha corteggiato la Chiesa.


di redazione
Categorie: Esteri
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"Il Paese ha bisogno della Chiesa". Il discorso del presidente francese Emmanuel Macron al Collège de Bernardins elude le richieste dei vescovi contro la marginalizzazione della povertà, rilanciando invece con un corteggiamento alla Chiesa che rivela l'ambiguità delle sue posizioni. L'intervista a Jessy Simonini ai microfoni di Michele Pompei.

Il discorso di due giorni fa del presidente Emmanuel Macron al Collège de Bernardins ha sollevato molte polemiche in Francia. Lo Stato, da sempre seriamente impegnato sul versante della laicità, sfociando talvolta nel laicismo, si ritrova guidato da un presidente che ha apertamente sottolineato un "bisogno di Chiesa", un invito di partecipazione attiva ai cattolici, che ha fatto infuriare la sinistra di Jean-Luc Mélenchon e anche i socialisti.
Secondo alcuni osservatori, Macron avrebbe così infranto un tabù del Paese, ma a ben vedere il suo discorso rimane pieno di ambiguità e tatticismi.

È questa, ad esempio, la lettura che da Jessy Simonini, corrispondente da Parigi di Nino Web Radio , che ai microfoni di Michele Pompei analizza le parole del presidente francese.
"I vescovi, intanto, avevano sollevato un tema molto importante, quello della marginalità della povertà - sottolinea Simonini - ed è subito importante notare la disforia tra il tema sollevato dai vescovi e i provvedimenti che sta prendendo Macron".
Il presidente francese, dunque, ha eluso le richieste ecclesiastiche, rilanciando con una sorta di corteggiamento ai cattolici, invitandoli a partecipare di più alla vita politica. "Il Paese ha bisogno della Chiesa", ha detto Macron.

"Il presidente, però, non ha preso posizione su questioni centrali - osserva il corrispondente francese - Ad esempio il matrimonio egualitario, su cui ha avuto sempre parole ambigue, o la gestazione per altri (gpa). Quindi Macron non è ancora uscito dall'ambiguità su quei temi, che lo ha caratterizzato fin dalla campagna elettorale dello scorso anno. Si è presentato come un presidente liberal-democratico e laico, ma in realtà su certi temi non ha una posizione chiara e definita e non ha intenzione di entrare in conflitto con un mondo molto conservatore".

Secondo Simonini, infine, la reazione del mondo cattolico, in particolare della componente maggioritaria di destra, è stata negativa. "Lo hanno giudicato un discorso ipocrita, che ancora una volta conferma l'attitudine di Macron di tenere un piede in due scarpe".

ASCOLTA L'INTERVISTA A JESSY SIMONINI:


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