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La storia e le strategie vincenti di Casapound

Il libro di Elia Rosati "Casapound Italia - Fascisti del Terzo Millennio".


di Alessandro Canella
Categorie: Politica
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Nonostante la visibilità mediatica, le formazioni neofasciste come Forza Nuova e Casapound non hanno sfondato alle elezioni del 4 marzo. Ma non era la loro priorità e le loro azioni mediatico-socio-politiche non si sono fermate. A Ravenna e Roma gli ultimi due episodi intimidatori. Nel libro "Casapound Italia", Elia Rosati ricostruisce l'ascesa e le strategie dei "Fascisti del Terzo Millennio".

Lo stop elettorale del 4 marzo non ha fermato le formazioni neofasciste, che hanno ripreso e (forse) intensificato le loro azioni intimidatorie. Solo ieri si sono registrati due episodi, uno a Ravenna e uno a Roma e Milano.
Nella città romagnola Forza Nuova ha affisso alcuni striscioni davanti alla sede della Cgil. Il tema evocato è quello delle morti sul lavoro, ma dal sindacato hanno letto l'episodio come un tentativo di intimidazione da parte del gruppo neofascista guidato da Roberto Fiore.

Alle redazioni di Fanpage.it e Internazionale, invece, sono arrivati due plichi, rispettivamente indirizzati ai giornalisti Valerio Renzi e Christian Raimo, spediti da Pivert, la casa di abbigliamento legata a strettissimo giro con Casapound. Nei pacchi erano contenuti dei vestiti e la lettera che li accompagnava è suonata come un goliardico e velato tentativo di intimidazione verso i giornalisti, che avevano scritto della formazione di estrema destra e dei legami con Pivert.

"Complici anche la tentata strage di Macerata ed altri episodi, la campagna elettorale ha visto un'informazione dopata, che ha dato l'impressione che stesse arrivando un'ondata nera, ma il punto di riferimento della destra radicale italiana resta saldamente la Lega di Matteo Salvini, mentre formazioni come Casapound cercano di razzolare voti", spiega ai nostri microfoni Elia Rosati, docente e ricercatore dell'Università di Milano e autore di "Casapound Italia - Fascisti del Terzo Millennio", edito da Mimesis.

Nel libro Rosati ricostruisce la storia del movimento neofascista a partire da metà degli anni '90, quando la classe dirigente che darà vita a Casapound si interrogò su come rifondare la militanza di estrema destra in Italia, che era ad un punto morto.
"Da ricostruire c'erano gli immaginari, un'idea di militanza - racconta Rosati - e occorreva ripensare a quale storia del fascismo riferirsi. L'idea fu quella di strutturare un tipo di attivismo più moderno, più mediatico, più incisivo e meno pessimistico".
Non è un caso che uno degli ideologi, Gabriele Adinolfi, definiva "destra terminale" l'estrema destra del passato.

Qualche anno dopo, sul finire del 2003, a Roma, Casapound Italia mise radici nel palazzo occupato di via Napoleone III e da lì ebbe il primo momento di notorietà.
Una notorietà che negli anni si è trasformata in una vera e propria ascesa, perché grazie ad un mix di strategie politiche, sociali e mediatiche Casapound ha vinto la sua prima vera battaglia: essere la formazione egemonica nel campo del neofascismo italiano e poter, quindi, andare a interagire con partiti più grandi, che nel movimento di estrema destra vedono una potenzialità legata alla capacità di attivare i giovani.

"Oggi molti partiti fanno fatica ad attivare i giovani e ad avere sezioni giovanili - osserva l'autore - Il modello di militanza giovanile di Casapound, che parte dalle superiori, insieme al lavoro sociale e al 'prima gli italiani', rappresentano un mix estremamente vincente".
Casapound, dunque, gioca su molti piani: lo squadrismo di strada del primo fascismo mussoliniano, la presenza in tv e la partecipazione alle elezioni politiche o amministrative.
Queste ultime, grazie a cui Casapound è riuscita già ad eleggere qualche consigliere comunale, "non sono però la priorità di quello che è un movimento-partito", osserva Rosati.

In appendice al libro "Casapound Italia", vi è anche un saggio di Valerio Renzi sulle relazioni di Casapound con la criminalità organizzata e sulla vicenda del “lupo solitario” Gianluca Casseri, il simpatizzante che nel 2011 uccise in pieno giorno a Firenze i senegalesi Samb Modou e Diop Mor e un’intervista all’analista web Giovanni Baldini su come CasaPound sta utilizzando i social network.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ELIA ROSATI:

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