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Inquinamento: la salute in saldo, ma i cittadini si autorganizzano

La qualità dell’aria a Bologna sacrificata sull’altare dello shopping.


di redazione
Categorie: Ambiente, Società
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Tre giorni di sforamenti di Pm10, ma la giornata ecologica prevista per domenica scorsa è stata rimandata per incetivare lo shopping della prima giornata dei saldi. A Bologna scoppia la polemica, anche interna al Pd. Francesco Luca Basile (Aria Pesa): “Scelta in continuità con le misure a sfavore dell'ambiente e della salute dei cittadini”. Il 14 gennaio al Tpo la distribuzione dei rilevatori di No2 all’interno della campagna dei cittadini per misurare gli inquinanti in città.

Il peso dell’aria è stato troppo gravoso a Bologna su ben tre fronti nell’anno appena concluso: 40 sforamenti dei limiti previsti di polveri sottili; livelli di NO2,  ossia biossido di azoto, eccessivi; e presenza di ozono. Ed il 2018 non sembra promettere un’inversione di questa tendenza: a nove giorni dalla notte di San Silvestro, il parametro limite delle polveri sottili, fissato ai 50 μg/m3, è stato superato per tre volte consecutive nel primo fine settimana dell’anno. Il 10% di quello che si può sforare in un anno secondo le indicazioni dell’Unione Europea. Questo vuol dire che casi ritenuti un’eccezione per i parametri europei, cioè 35 sforamenti, sono a Bologna una regolarità.

A conferire un tono di sarcasmo a questi dati c’è il fatto che proprio nello stesso fine settimana, in concomitanza con l’inizio dei saldi invernali, la giunta comunale ha deciso di rimandare la prima giornata ecologica dell’anno. Lo shopping ha bisogno del supporto di un’automobile, così si è pensato, ed allora importa innanzitutto permettere alla gente di potersi spostare velocemente per spedere un po’ di denaro e far crescere i cosumi. Una scelta che ha fatto arrabbiare anche l'ex assessore alla Mobilità, Andrea Colombo.

Del resto, c’è coerenza nelle scelte di politica ambientale di questa amministrazione, secondo il referente del gruppo “Aria Pesa”, Francesco Luca Basile. “Non è un caso che i Prati di Caprara rischino di essere sacrificati per metterci degli outlet: ancora una volta all’ambiente si preferisce il mercato; non è un caso che il passante di mezzo preveda un allargamento a otto corsie dell’autostrada: ancora una volta si preferisce immaginare che le persone si muovano e debbano continuare a muoversi con l’auto privata, piuttosto che con la mobilità sostenibile; non è un caso che a San Donato e monti altri posti si continuino a costruire centri commerciali, che sono un modello che sviluppa il traffico veicolare e l’inquinamento”. La disattenzione alla qualità dell’aria e alla tematica ambientale è dunque sistematica.

Bologna detiene un triste primato in Emilia-Romagna: è vero che le polveri sottili sono un problema diffuso nella regione, ma difficilmente si eccedono i limiti a tutti e tre i parametri per la valutazione della qualità dell’aria. Il capoluogo emiliano-romagnolo ci è riuscito e cancellare la prima delle giornate ecologiche non lancia certo un messaggio positivo al riguardo. Per questo, il 14 gennaio Aria Pesa torna a sensibilzzare la cittadinanza sulla tematica in questione. Già a novembre si era lanciata l’iniziativa per moltiplicare le centraline per la rilevazione del NO2 nelle zone più critiche di Bologna dal punto di vista del traffico veicolare. La prossima domenica, invece, al Tpo di via Casarini 17/5, comincerà la distribuzione dei circa 300 rilevatori, all’interno dell’assemblea che prevede anche un momento conviviale con la pizza biologica. “Un modo per promuovere anche un’alimentazione a base di prodotti biologici e rispettosi dell’ambiente”, spiega Basile.

Marta Campa

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO LUCA BASILE:


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