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La primavera dei riders, domenica l'assemblea nazionale a Bologna

A Bologna la prima Carta dei diritti e domenica l'assemblea nazionale.


di redazione
Categorie: Lavoro
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La battaglia dei lavoratori della gig economy si intensifica. Se la sentenza del Tribunale di Torino ha segnato una battuta d'arresto, in controtendenza con le decisioni dei tribunali europei, Riders Union Bologna "strappa" al Comune la prima "Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano". Sempre a Bologna, a Làbas, domenica l'assemblea nazionale dei riders. L'intervista ad un loro portavoce realizzata da Nino Web Radio.

I lavoratori della gig economy non si perdono d'animo e, anzi, danno ulteriore vigore alla propria lotta per il riconoscimento dei diritti basilari.
La sentenza  con cui il Tribunale di Torino ha rigettato la causa intentata da alcuni riders di Foodora, licenziati dopo una protesta, non ha demoralizzato il movimento. "La decisione del tribunale torinese è in controtendenza a quanto sta accadendo in altri Paesi europei - sottolinea un portavoce di Riders Union Bologna ai microfoni di Nino Web Radio - dove il lavoro dei fattorini viene riconosciuto come subordinato e non autonomo, come avvenuto in Italia".

La partita, dunque, è apertissima e non segna solo gol subiti. Un risultato importante viene proprio da Bologna, dove i riders hanno coinvolto l'Amministrazione comunale, che proprio ieri ha ufficializzato la prima "Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano".
"Al la base della carta c'è la presa d'atto che, a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro e senza una regolamentazione condivisa - scrive in una nota l'assessore al Lavoro Marco Lombardo - le nuove attività economiche che stanno emergendo attraverso l'uso di strumenti digitali, possono generare zone grigie che ricadono sui lavoratori".

Il documento, che comunque si configura come uno strumento di moral suasion nei confronti delle piattaforme di delivery, si propone di superare le zone grigie in tema di dignità e sicurezza del lavoro, garantendo ai lavoratori delle piattaforme digitali i diritti di informazione, di protezione della persona e dei suoi beni fondamentali in cui comprendere la salute e la sicurezza sul lavoro e il trattamento dei dati personali e i diritti sindacali.

Bologna, dunque, è la prima città italiana in cui le istituzioni hanno preso parola in modo chiaro sulla questione. Un protagonismo che è stato reso possibile dall'iniziativa di Riders Union Bologna stessa e che aggiungerà un nuovo tassello domenica prossima quando, proprio sotto le Due Torri, si ritroveranno i lavoratori della gig economy di tutta Italia.
L'assemblea si terrà a Làbas e comincerà al mattino. Sarà l'occasione per i riders di tutto lo Stivale per condividere problematiche, lotte e soluzioni.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD UN PORTAVOCE DI RIDERS UNION BOLOGNA:

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