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La pratica del gender raccontata dai film di Divergenti

È giunta all'ottava edizione la rassegna cinematografica voluta dal Mit di Bologna.


di redazione
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Venerdì riparte Divergenti, il festival internazionale di cinema trans, promosso dal Mit (Movimento Identità Transessuale) che giunge alla sua ottava edizione. Quest'anno verranno proiettati 7 documentari, provenienti da tutto il mondo, con lo scopo di creeare una narrazione priva di pregiudizi e stereotipi che ruotano attorno alle vite dei transessuali.

L'edizione di quest'anno sarà più sobria: "Non ci saranno i momenti dedicati ai convegni - ha precisato Porpora Marcasciano, presidente del Mit e direttrice di Divergenti - Abbiamo preferito dare più spazio alla riflessione, con lo sguardo già al prossimo anno e all'evento eccezionale che organizzeremo". Nel 2016, infatti, Bologna diventerà la capitale europea dei transessuali. Più 250 gruppi europei e mondiali si incontreranno in città per parlare di transessualità e gender, con l'obiettivo di creare un rete europea impegnata nella diffusione dei diritti. L'incontro, che ha scadenza biennale, è voluto fortemente dal Consiglio d'Europa che mira così alla promozione della cooperazione di tutte le associazioni e delegazioni transessuali europee.

L'ottava edizione del festival presenterà sette documentari, tutti legati da un unico filo conduttore: la teoria del gender. Questa volta, però, Divergenti non vuole solo essere solo una rassegna di film ma vuole regalare agli spettatori l'opportunità di interrogarsi. Le proiezioni, infatti, saranno il momento di riflessione sul tema provocatorio che riguarda direttamente il mondo dei trans. "Non sono ammesse risposte affrettate" ha dichiarato Marcasciano.
"La scelta di pochi documentari non ha intaccato la qualità": parola di Mario di Martino, per la prima volta direttore artistico del festival.

Ad aprire il festival sarà il documentario diretto da Simone Cangelosi su Marcella di Folco, celebre attivista che nel 1988 ha fondato a Bologna la sezione del Mit. Il regista ha definito il film un "groviglio di emozioni", esperimento intimo che intreccia storia e memorie. Nella creazione del documentario si susseguono i ricordi di chi ha vissuto e visto la militanza di Marcella, come Porpora Marcasciano.

I film selezionati spingono lo spettatore dentro sette storie diverse attraverso le problematiche e i disagi dei protagonisti. Qui, nello stretto spazio vitale di ognuno di loro, emerge la forza affascinante della scelta di gender.
Con questa rassegna, il cinema diventa lo strumento privilegiato per parlare di problemi sociali, dove l'occhio della telecamera si insinua tra le pieghe della vita privata.

Tra le novità più interessanti una produzione internazionale: The pearl of Africa, di Johnny von Wallstrom, narra la storia di Clio, il primo trans ugandese constretto a fuggire in Kenya, mentre chiuderà la rassegna il film Favolose! Storie in passerella, di Roberta Ferraro e Luca Oliviero, un viaggio affascinante dell'unico concorso di bellezza trans in Italia, nel mondo pieno di tabù e provocazioni partenopee.

Infine, interrogata dai nostri microfoni, Porpora Marcasciano, ha ammesso che in Italia c'è ancora molto da fare per combattere l'omofobia e la transfobia finchè ci saranno fondamentalisti ultracattolici che si sentono minacciati dalla libertà dei transessuali "mentre è stata proprio la nostra libertà ad essere lesa per secoli".
Per quanto riguarda la mancanza di fondi per il consultorio Mit, a rischio chiusura, la presidente ha assicurato che con la Regione tutto è stato chiarito e che adesso i fondi ci saranno. Con ritardo, ma arriveranno.

Daniela Larocca


Ascolta l'intervista a Porpora Marcasciano
Tags: Diritti, Cinema, LGBTQ

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