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La denuncia di Usb contro la criminalizzazione del conflitto sociale

Il convegno del 17 maggio a Bologna e un appello nazionale per opporsi alla repressione dell'era salviniana


di redazione
Categorie: Lavoro, Movimento, Politica
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Nell'era Salvini le lotte e il conflitto sociale stanno subendo una criminalizzazione sempre più forte ed evidente. È la denuncia di Usb, lanciata con un appello che è già stato sottoscritto, tra gli altri, da Aboubakar Soumahoro, Zerocalcare e Mimmo Lucano. Lo scopo è quello di riaffermare i diritti costituzionali alla difesa del lavoro, e se ne discuterà il 17 maggio a Bologna.

Si terrà domani, venerdì 17 maggio, alle 15 il convegno “Lotte e diritti: conflitti sociali come reati nell’epoca della Legge Salvini” organizzato da Usb, che ha contestualmente lanciato un appello al quale hanno già aderito tra gli altri Moni Ovadia, Aboubakar Soumahoro, Paolo Maddalena, Giuseppe Rescigno, Zerocalcare, Mimmo Lucano, Christian Raimo, Valerio Evangelisti, Giorgio Cremaschi, Silvia Prodi, Guido Lutrario e Arturo Salerni.

La denuncia dell'Unione Sindacale di Base è semplice quanto preoccupante, e allo stesso tempo sempre più evidente: con il Decreto Sicurezza Salvini ha dato il colpo di grazia al conflitto sociale e al diritto costituzionale alla difesa del lavoro. "La reintroduzione del reato di blocco stradale, depenalizzato all’inizio di questo millennio, e la previsione di pene pesantissime nell’ipotesi di occupazione di immobili costituiscono gli elementi più evidenti" della politica repressiva incarnata nel Dl Salvini, sottolinea Usb, che tuttavia rimarca anche come tale politica abbia trovato sempre maggiore legittimazione e attuazione fin dai governi precedenti. "Chi lotta per i diritti sociali - sottolinea Guido Lutrario di Usb - che sia un attivista sindacale o che sia un esponente di movimenti oggi si trova in  una condizione molto difficile. Perché è facile incorrere in reati con sanzioni molto pesanti. Sicuramente il Dl Salvini ormai legge costituisce un bagaglio molto pesante che ormai ci ritroviamo nel nostro sistema giuridico. C'è da dire che chi lo aveva preceduto aveva già aperto la strada, in particolare il Decreto Minniti-Orlando sia sulla questione sicurezza ma che contava anche il tema delle libertà sociali. La questione dei daspo, che è stat estesa dai tifosi e poi via via a tutte le figure di disturbo nella quiete e nel decoro cittadino. Ma il decreto Salvini fa un salto di qualità".

E proprio a fronte del preoccupante bilancio degli effetti delle politiche salviniane messe in campo fino ad ora, resi evidenti nella lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Gls a Piacenza, Italpizza a Modena  e persino nell'ambito delle manifestazioni antifasciste a Casal Bruciato , che l'Unione Sindacale di Base ha deciso di mobilitarsi. "Le notizie di un nuovo decreto che aggrava ulteriormente i reati e le pene sugli attivisti sociali - spiega il delegato - ci danno il senso di una linea di intervento. Che sicuramente è mossa dal Ministro degli Interni in carica, c'è una chiara linea di contrasto a tutto quello che è conflitto, manifestazione di dissenso, protesta. Sembra quasi che l'unica protesta che sia riconosciuta come legittima è quella xenofoba in questo Paese. Le uniche manifestazioni di dissenso verso le quali c'è tolleranza sono quelle contro i rom, contro i migranti. Diciamo che lo spunto dell'iniziativa ce lo hanno dato i lavoratori di Piacenza che sono saliti sui tetti per essere stati licenziati in modo discriminatorio da società della logistica e diciamo che è stata un po' la goccia che fa traboccare il vaso. Ma in realtà le azioni repressive nei confronti di attivisti, di lavoratori e anche di semplici cittadini che protestano per difendere i loro diritti sono all'ordine del giorno e si sono moltiplicate con il ministero degli interni in mano al presidente della Lega".

ASCOLTA LE PAROLE DI GUIDO LUTRARIO:


Anna Uras

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