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L'ironia della storia: a Macerata il battaglione partigiano più multietnico

La storia del battaglione "Mario" raccontata da Wu Ming2 e Matteo Petracci a Vag.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Storia
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La banda partigiana di Roti (Macerata) con etiopi, russi, ebrei, croati, italiani. Foto dal sito www.wumingfoundation.com

Durante la Resistenza a Macerata era operativo il battaglione "Mario", una delle formazioni partigiane più multietniche d'Italia. Tra loro molti partigiani africani. La storia è stata ricostruita da Matteo Petracci, che insieme a Wu Ming 2 la racconterà venerdì 16 a febbraio nella serata di Resistenze in Cirenaica a Vag61.

Il battaglione partigiano più multietnico durante la Resistenza era operativo proprio a Macerata. È una strana ironia della storia quella che si è palesata attorno alla città marchigiana, teatro nelle ultime settimane dell'attentato fascista di Luca Traini e della grande risposta antifascista di sabato scorso.
Una circostanza che non è sfuggita a Resistenze in Cirenaica, che venerdì 16 febbraio a Vag61 presenta la serata "Partigiani africani a Macerata", all'interno della quale Wu Ming 2 e Matteo Petracci racconteranno la storia del battaglione "Mario.

Proprio nel maceratese, infatti, fu attivo il battaglione "Mario", una delle formazioni partigiane più multietniche della Resistenza italiana. Comprendeva inglesi, francesi, polacchi, boemi, jugoslavi, sovietici, etiopi, somali ed eritrei.
Soprattutto la presenza di questi ultimi – sudditi dell’ormai ex-impero fascista in Africa Orientale, caduto nel 1941 – rende questa vicenda singolare e solleva interrogativi. Com’erano arrivati in Italia? Com’erano diventati partigiani?

La loro storia ha impiegato quasi settant’anni ad emergere, dopo anni di lavoro e grazie alle ricerche dello storico maceratese Matteo Petracci.
"Quei Black Italians combatterono per liberarci e liberarsi dal nazifascismo - ricorda il comunicato di Vag61 - e non avrebbero mai immaginato che nel 2018, proprio a Macerata, un fascista avrebbe sparato a sei ragazzi africani, come se l’orologio della storia avesse girato a vuoto per decenni".

I Wu Ming, sul loro blog, hanno scritto e ospitato estratti del lavoro di Petracci, dottore di ricerca in storia, istituzioni e politica dell’area euromediterranea presso l’Università di Macerata, che ha ricostruito la storia di Carlo Abbamagal e i "cinquanta dell’Oltremare". Abbamagal era un partigiano etiope che si unì al battaglione Mario e che trovò la morte ai piedi del monte San Vicino in uno scontro con i nazifascisti.
"Ricordare quella storia è una pratica di lotta, contro le mistificazioni e le dimenticanze storiche, ma soprattutto contro i razzismi e i fascismi di oggi".

Durante la ricostruzione di venerdì a Vag verranno mostrati documenti d'epoca e foto storiche.
La serata prevede come sempre una cena sociale di autofinanziamento alle ore 20.00 e l'iniziativa di Resistenze in Cirenaica alle 21.00.

ASCOLTA L'INTERVISTA A WU MING 2:

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