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L'antimafia in Università con Link

Le iniziative organizzate dall'associazione studentesca.


di redazione
Categorie: Istruzione, Giustizia
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Gli studenti di Giurisprudenza di Link ha organizzato una serie di incontri per parlare di mafia all’Università, cercando di rimarcare la dimensione multinazionale che ha assunto il problema nel corso degli anni.

Mercoledì 20 febbraio in via Belmeloro 12, recentemente rinominata via Andreatta, avrà luogo la prima di una serie di conferenze organizzate dall’associazione studentesca Link con lo scopo di trattare il fenomeno mafioso su scala europea.
Ospiti di questo incontro saranno: Stefania Pellegrini, titolare di una cattedra all’università di Bologna e docente del corso “Mafie e antimafia”, nonché coordinatrice del master sui beni confiscati "Pio La Torre"; Giuseppe Antoci, ex presidente del parco dei Nebrodi, che ha introdotto il cosiddetto protocollo Antoci che non permette alle imprese mafiose di accedere ai fondi europei per l’agricoltura, poi recepito dal codice antimafia, e scampato ad un attentato nel 2016 grazie all’auto blindata ed alle guardie del corpo; Maurizio De Lucia, attuale procuratore distrettuale antimafia di Messina, che ha fatto parte del pool che ha indagato e condannato l’ex presidente della regione Sicilia Totò Cuffaro.

“Sin dall’anno scorso abbiamo iniziato ad occuparci del tema mafia in una città dove vengono a studiare tantissimi ragazzi e ragazze che provengono dal sud e che quindi vivono bombardate da informazioni intorno al fenomeno mafioso con storie anche personali a volte - ci spiega Dario attivista di Link - Non bisogna però dimenticare che anche a Bologna la mafia c’è, ed è sicuramente economicamente più radicata che al sud. Però paradossalmente se ne ha poca contezza”.

In questo contesto gli attivisti hanno deciso di sottolineare come la mafia sia un fenomeno globale, capace di mobilitare ingenti quantità di denaro, tanto al nord, quanto in Europa e nel mondo. “I dati economici, pubblicati anche dal Sole 24 Ore ci dicono che, se fosse quotata in borsa, potrebbe essere la prima multinazionale del mondo - continua lo studente - tanto che è impossibile che un singolo Stato possa sconfiggere una potenza economica come la mafia”.
Dunque il problema non è risolvibile, come si diceva ai tempi del governo Berlusconi, inviando l’esercito dal momento che la realtà è più complessa: è un fenomeno quasi istituzionalizzato che, attraverso il narcotraffico, frutta 17 miliardi, quanto il reddito di cittadinanza.

Oltre alle associazioni antimafia Libera e Mafie Sotto Casa, all’evento parteciperanno cinque classi dei licei Minghetti e Pacinotti. “Se nei programmi e nelle scuole toccassero, insegnassero questi temi come nelle Università, la mafia si sconfiggerebbe anche senza l’esercito, anche senza muovere un poliziotto”, auspica in conclusione l’attivista.

ASCOLTA L'INTERVISTA A DARIO DI LINK:

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