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Il neofascismo? Si contrasta combattendo le disuguaglianze

L'iniziativa di Liberi e Uguali sul tema dell'avanzata neofascista.


di redazione
Categorie: Politica
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Questa sera a Marzabotto Liberi e Uguali organizza l'incontro "Contrastare le disuguaglianze per contrastare i neofascismi". La crisi e l'austerity hanno provocato rabbia, risentimento e guerra fra poveri, che porta i cittadini ad aderire a gruppi neofascisti. Per LeU se ne esce soltanto ridistribuendo la ricchezza, attraverso misure su lavoro, welfare, casa e sanità.

Il neofascismo, oltre che culturale, è un problema anzitutto sociale e il suo consenso cresce in funzione delle disuguaglianze che si sono moltiplicate nel nostro Paese negli anni della crisi e delle ricette di austerity.
Ne è convinta Liberi e Uguali, che questa sera a Marzabotto organizza un incontro dal titolo eloquente: "Contrastare le disuguaglianze per contrastare i neofascismi". All'incontro, neve permettendo, parteciperanno anche i candidati Vasco Errani e Paola Bonora.

Ai nostri microfoni Paola Bonora spiega il senso della lettura di LeU: "La storia ci insegna che le grandi crisi sono fautrici di conservazione, perché sono anzitutto fautrici di insoddisfazione, di rabbia".
La crisi e le ricette di austerity di questi anni hanno aumentato le disuguaglianze nel nostro Paese ed hanno innescato una guerra fra poveri. L'assenza di sicurezza sociale spinge sempre più persone fra le braccia di formazioni neofasciste, che promettono una gestione autoritaria dell'ordine e della sicurezza.

Per questo, per la candidata all'uninominale alla Camera, occorre disinnescare questa miccia attraverso una maggiore presenza dello Stato, che deve recuperare le fasce della popolazione che ha abbandonato, riequilibrando e redistribuendo la ricchezza.
Secondo Bonora le misure concrete passano attraverso il tema del lavoro, con il contrasto alla precarietà, soprattutto delle giovani generazioni, il welfare e il tema della casa.

Per la candidata, infine, male hanno fatto quei partiti che non hanno avuto il coraggio ed hanno tentato fino all'ultimo di non far svolgere la manifestazione antifascista di Macerata.
"È stata invece un bell'esempio di partecipazione popolare, al di là di ogni schema partitico, di ogni schieramento".

ASCOLTA L'INTERVISTA A PAOLA BONORA:

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