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Il mercato “super” di Genuino Clandestino ad Xm24

Venerdì, sabato e domenica l'incontro nazionale a Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente, Movimento
CampiAperti

Saranno 170 i banchi dei produttori biologici della rete nazionale di Genuino Clandestino che "occuperanno" via Fioravanti domenica 23 aprile. Il movimento dell'agricoltura contadina, alternativa a quella industriale, si incontra il 21 e 22 aprile a Làbas. Sabato tavoli di confronto aperti a tutti. A Bologna in 5 anni triplicati i produttori. Campi Aperti: "La politica cambi priorità".

Domenica 23 aprile, in via Fioravanti presso Xm24, ci sarà un'occasione unica per i sostenitori della sovranità alimentare e dell'agricoltura etica, rispettosa di ambiente e diritti. È in Bolognina infatti che verrà allestito un enorme mercato - 170 i banchi previsti - delle realtà aderenti alla rete Genuino Clandestino provenienti da tutta Italia.
"Dal supermercato al mercato super", scherza ai nostri microfoni Pierpaolo Lanzarini, presidente della bolognese Campi Aperti. L'ironia però sottende una serissima idea, che guida i produttori agricoli del movimento nazionale nella direzione opposta a quella dei supermercati e dell'agricoltura industriale.

Da domani a domenica, a Bologna, si svolgerà l'incontro nazionale della rete di Genuino Clandestino. Il 21, a Làbas, i produttori si confronteranno tra loro e condivideranno le esperienze maturate nei diversi territori. Sabato, sempre a Làbas, gli incontri saranno invece aperti a tutte e tutti coloro che sono interessati al tema del cibo, dell'agricoltura e della società. Si parlerà, tra le altre cose, di certificazione partecipata, di monete sociali e di mutuo soccorso.
Domenica, infine, il mercato ad Xm24, centro sociale dove è nata Campi Aperti e la stessa campagna Genuino Clandestino.

La campagna Genuino Clandestino è nata ormai diversi anni fa contro la legislazione italiana che impedisce ai piccoli produttori agricoli di trasformare i propri prodotti. Una legge pensata per favorire l'industria agricola e i grossi potentati. In questi anni, però, la rete di realtà alternative si è estesa su tutto il territorio nazionale. “Siamo presenti in ogni regione – osserva Lanzarini – dalla Sicilia alla Toscana, dalla Calabria all'Emilia, dal Veneto alla Sardegna”.
Un modo diverso di coltivare e di vendere i prodotti agricoli che si è diffuso sempre più, contraddicendo anche gli scettici che non vedono nel modello dell'agricoltura contadina una possibilità riproducibile su vasta scala.

“Negli ultimi cinque anni i produttori bolognesi sono passati da 40-50 a 150 – sottolinea il presidente di Campi Aperti – Quindi sono triplicati”. Un incontrovertibile sintomo di un modello che funziona e può funzionare.
Le stesse stime della Fao rivelano che il 70% della popolazione mondiale si nutre grazie all'agricoltura contadina, mentre quella industriale crea inquinamento, impoverimento delle risorse naturali, sfruttamento e minaccia la biodiversità.
È ora che la politica cambi le proprie priorità – conclude Lanzarini – è una questione di sopravvivenza”. Dopo aver per anni guardato solo all'industria agroalimentare, dunque, sarebbe il caso che la politica si rivolgesse a queste esperienze dal basso, che hanno dimostrato di rappresentare un'alternativa.


Ascolta l'intervista a Pierpaolo Lanzarini

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