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I riders verso la Carta dei diritti dei lavoratori digitali

La battaglia dei fattorini digitali e l'appoggio dell'Amministrazione.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro
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Dal terzo incontro tra i fattorini di Riders Union Bologna, l'Amministrazione comunale e (per la prima volta) i sindacati confederali, spunta l'ipotesi di arrivare ad una "Carta dei diritti dei lavoratori digitali nel contesto urbano", che vuole regolamentare la Gig Economy e sopperire ai vuoti normativi. Alcune delle piattaforme di delivery hanno dato disponibilità a partecipare ai tavoli, ma altre hanno peggiorato le condizioni passando al cottimo.

La lotta dei fattorini dei servizi digitali di delivery, riuniti in Riders Union Bologna, continua a dare frutti. Nel nuovo incontro con l'Amministrazione comunale, al quale hanno partecipato anche per la prima volta i sindacati confederali, è passata l'ipotesi di arrivare ad una "Carta dei diritti dei lavoratori digitali nel contesto urbano".
"Si tratta di un progetto europeo - spiega ai nostri microfoni un portavoce dei fattorini - per regolamentare la Gig Economy e stabilire dei diritti minimi per questo tipo di lavoro. Sappiamo che le legislazioni dei vari Paesi sono ancora indietro rispetto ad un mondo digitale".

Tra i diritti elencati in quello che è una sorta di manifesto dei fattorini trovano spazio la privacy, l'assicurazione obbligatoria e un minimo retributivo. Tutte istanze rivendicate dai riders in questi mesi.
Cgil, Cisl e Uil, in realtà, vorrebbero arrivare ad un contratto di lavoro nazionale per la categoria. "Una cosa che per noi sarebbe un sogno - spiega il portavoce di Riders Union Bologna - ma che difficilmente verrebbe accettata dalle piattaforme".

Proprio in queste ultime, nelle ultime settimane, si è smosso qualcosa. Sgnam e Food Pony hanno dato la disponibilità a partecipare al tavolo istituito dal Comune. Le grandi multinazionali, come Foodora, Glovo e Deliveroo, invece, hanno addirittura peggiorato le condizioni dei lavoratori.
"Deliveroo sta puntanto sempre di più al cottimo - osserva il rider - e sta facendo un passaggio volontario di lavoratori disponibili a questo tipo di pagamento. Glovo ha ridotto la paga oraria a 4 euro e sta inserendo gradualmente il cottimo". Una forma di retribuzione che, oltre a non garantire retribuzioni dignitose, innesca una sorta di competizione tra lavoratori.

I prossimi passaggi per arrivare alla Carta dei diritti prevedono una revisione del testo, sia da parte dei riders che dei sindacati, e nuovi incontri.
In questa partita il Comune gioca un ruolo di mediazione e gli assessori Marco Lombardo e Matteo Lepore sperano di poter essere la prima città ad adottare la carta, in modo da rappresentare anche un modello per altre città italiane ed europee.
Palazzo D'Accursio, non avendo competenze in tema di contratti lavorativi, potrà solo tentare di esercitare una moral suasion presso le piattaforme, al limite bloccando alcune attività nel centro storico qualora le aziende non firmassero l'intesa.

ASCOLTA L'INTERVISTA AL PORTAVOCE DI RIDERS UNION BOLOGNA:

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