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Hub di via Mattei, uno svuotamento che sa di rappresaglia

La protesta contro la decisione improvvisa della Prefettura di Bologna.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Migranti
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Con solo una settimana di preavviso, la prefetta Patrizia Impresa annuncia lo svuotamento dell'hub di via Mattei per non meglio precisati lavori di ristrutturazione straordinaria. 183 migranti verranno trasferiti e 35 lavoratrici e lavoratori rischiano il posto. La scadenza della proroga sarebbe stata il 30 giugno. L'aggiornamento dopo gli incontri di oggi con Prefettura e Giunta.

L'articolo pubblicato sabato scorso dal Resto del Carlino con l'intervista alla prefetta Patrizia Impresa ha lasciato sgomenti tutti. L'annuncio improvviso dello svuotamento dell'hub di via Mattei, dove sono ospitati 183 migranti, per lavori di ristrutturazione straordinari ha colto di sorpresa le cooperative che gestiscono la struttura e le 35 persone che ci lavorano. Nessuno era stato informato dei piani della Prefettura sulla struttura, per la cui gestione era già stata indetta una nuova gara.
A stridere ancora di più c'è il fatto che la proroga del bando di gestione sarebbe scaduta il prossimo 30 giugno, pochi giorni dopo la dead line (14 giugno) fissata da Impresa con questa brusca e inaspettata accelerata.

Queste anomalie di etichetta e di sostanza hanno gettato in allarme e fatto arrabbiare sia i lavoratori che le loro cooperative.
I primi hanno fatto irruzione sabato scorso sul palco di RepIdee, in piazza Maggiore, dove era in corso un dibattito con il sindacalista Aboubakar Soumahoro e Don Luigi Ciotti. I manifestanti hanno chiesto di poter fare un intervento per far conoscere alla piazza la loro situazione e i relatori hanno espresso la loro solidarietà. La stessa scena si è ripetuta domenica sera, quando sul palco è salito Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace.

Anche le cooperative hanno preso posizione. In un comunicato, il consorzio L'Arcolaio afferma che "Prima di ieri (venerdì scorso ndr) nessun accenno o riferimento ci era mai stato fatto sulla necessità di manutenzione che è diventata repentina al punto di prevedere la chiusura immediata della struttura e lo smistamento a Caltanisetta delle persone attualmente accolte ad esclusione di 27 che rimarrebbero in Emilia Romagna. Persone che verranno spostate senza alcuna considerazione per i percorsi di integrazione con il territorio già avviati positivamente. Nella secca comunicazione ricevuta dal Consorzio, non una parola di più, né sulla durata dei lavori, né sul futuro della struttura". Infine un sospetto: "Facciamo fatica a comprendere se le manutenzioni improvvise siano il vero motivo di questa scelta che sembra essere più politica che organizzativa".

L'allusione de L'Arcolaio non è campata in aria. Tante sono le domande che sorgono dopo questa mossa improvvisa della Prefettura. Perché, ad esempio, è stata recentemente fatta una nuova gara per la struttura (ora messa in discussione) se Impresa era a conoscenza degli interventi di ristrutturazione che l'hub di via Mattei necessitava? Perché non aspettare la scadenza della proroga, appena due settimane più tardi, prima di chiudere la struttura? Gli appalti per i lavori di manutenzione sono già assegnati? Che ne sarà dei 35 lavoratori che vedono interrompere il proprio lavoro con appena una settimana di preavviso e che avrebbero avuto diritto ad una continuità lavorativa anche con altri eventuali vincitori della gara? La Prefettura verserà alle cooperative quanto dovuto fino al 30 giugno o si esporrà a cause legali per la rottura unilaterale del contratto?

Lo strappo della Prefettura per molti, quindi, ha un sapore politico. Qualcuno, come Usb, avanza l'ipotesi che si tratti di una sorta di rappresaglia contro le cooperative, "colpevoli" di aver disertato il bando per le altre strutture di accoglienza del territorio in segno di protesta contro le nuove clausole introdotte dalla legge Salvini, che tagliano le risorse al punto da rendere impossibile un'accoglienza e un'integrazione dignitose dei richiedenti asilo, trasformando i centri in caserme di contenimento.
Quello di Impresa e del suo superiore, il ministro degli Interni, sull'hub di via Mattei sarebbe quindi un messaggio di avvertimento al mondo dell'accoglienza: o state alle nostre regole o chiudete baracca e burattini.

Alcuni di questi nodi potrebbero essere sciolti questa mattina, quando la Prefettura incontrerà gli enti gestori.
A far sentire la loro presenza, in piazza Roosevelt, saranno lavoratrici e lavoratori, ma anche migranti e cittadini, che si sono dati appuntamento alle 9.00 per un presidio di protesta.
Le richieste sono chiare: fermare il piano di svuotamento dell'hub di via Mattei e discutere una soluzione che salvaguardi sia i posti di lavoro che i percorsi di integrazione dei migranti.

ASCOLTA L'INTERVISTA A FEDERICO DI USB:

Aggiornamento alle 17 di lunedì 10 giugno:

Oggi il presidio di lavoratori, lavoratrici e migranti dell'Hub di Via Mattei è stato ricevuto in prefettura dopo un'iniziale rifiuto al dialogo, e in seguito anche dal Consiglio Comunale e dall'assessore al lavoro Marco Lombardo. Insieme a Margherita Boncompagni, lavoratrice dell'Hub di Via Mattei, abbiamo ripercorso la giornata di oggi e fatto il punto sulla situazione.

ASCOLTA LE PAROLE DI MARGHERITA BONCOMPAGNI:

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