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Get Up Stand Up, migranti e italiani contro la disumanizzazione

La manifestazione nazionale del 15 dicembre a Roma contro razzismo e sfruttamento.


di Anna Uras
Categorie: Movimento, Migranti
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Il 15 dicembre, a Roma, si terrà la manifestazione Get Up Stand Up, presentata lunedì a Bologna. In un momento storico in cui il razzismo é istituzionalizzato e crescente e lo sfruttamento continua a fare vittime, le piazze di Roma si riempiranno per chiedere giustizia sociale e permesso di soggiorno per tutti. Le parole di Aboubakar Soumaoro, Patrick Condè e Youlsa Tangara

Questo lunedì al centro Zonarelli si è tenuta un'assemblea pubblica organizzata da Usb Bologna in vista di Get Up Stand Up, la manifestazione nazionale che si terrà il 15 dicembre a Roma. "Stiamo cercando - spiega Aboubakar Soumahoro  di Coalizione Sans Papier e Migranti - di intepretare in che modo chi in questo momento sta vivendo gli effetti della politica della disumanizzazione e della segregazione sociale, culturale e dal punto di vista lavorativo avviato da anni attraverso norme come la Turco-Napolitano, la Bossi Fini, il pacchetto Sicurezza maroni, il decreto Minniti-Orlando fino all'ultimo Decreto Conte-Di Maio-Salvini. In questo processo di disumanizzazione, di trasformazione del diverso in nemico pubblico, abbiamo un macrodato che è quello della disoccupazione giovanile. E noi in che modo riusciamo a mettere in sintonia a partire dai bisogni comuni queste persone? Oltre a una dimensione di critica politica che va fatta a questo governo, ci sono dei bisogni materiali che ci accomunano: disoccupazione, reddito, lavoro dignitoso. Per non parlare di forme di schiavitù e di sfruttamento".

ASCOLTA LE PAROLE DI ABOUBAKAR SOUMAHORO:


Insomma, il 15 dicembre a Roma si manifesterà contro il razzismo istituzionale e lo sfruttamento, ma soprattutto contro le disuguaglianze sociali. "Siamo convinti - si legge infatti nella call della manifestazione - che il problema delle disuguaglianze sociali che stiamo vivendo sulla nostra pelle indipendentemente dalla provenienza geografica e dal colore della pelle, non si risolve seminando odio o facendo guerra ai “diversi”. La disumanizzazione, la caccia alle streghe dei migranti e profughi e l’evidente istituzionalizzazione dei razzismi richiedono una risposta fondata sul rispetto della dignità umana, dell’antirazzismo, dell’antisessismo e della giustizia sociale per tutti e tutte. Crediamo che migrare, soprattutto quando si è costretti a causa di eventi geopolitici e climatici, sia un nostro diritto".

Ovviamente non mancherà una risposta al Decreto Salvini, sia nelle piazze sia tramite le vertenze e i tentativi di dialogo rivolti alle istituzioni. "Io ho letto il Decreto appena è stato promulgato - spiega Patrick Condè di Usb Torino e Cispm - ha messo immigrazione, criminalità organizzata, beni sequestrati, corruzione. Tutta una forma di presupposto per dire che l'immigrazione fa parte della criminalità. Ma l'immigrazione come parola in se' non vuol dire criminalità. Dobbiamo fare un salto di qualità per far vedere alla cittadinanza che la situazione deve cambiare. Ma lo deve fare partendo dal basso". Ferma restando la direzione del movimento, non sono mancati i tentativi di dialogo con le istituzioni: "Abbiamo avuto vari incontri -spiega il sindacalista - il primo con il ministro Di Maio per parlare del caporalato. Poi il giorno che il Decreto è stato approvato al Senato siamo andati a manifestare e abbiamo richiesto un incontro e siamo stati ricevuti dal capogruppo al Senato e da altri senatori. Nell'incontro che abbiamo avuto in Parlamento abbiamo capito che queste persone di immigrazione non capiscono nulla. Vivono un mondo in cui è tutto semplice, ma non è così semplice è molto complesso. Se uno fa l'antropologia va bene, fa l'avvocato va bene, però poi devo metterlo in pratica. perché non stiamo parlando degli oggetti o degli alberi. Stiamo parlando delle persone. Allora queste persone, per fare ricorso in tribunale hanno bisogno di soldi se hanno tolto il gratuito patrocinio".

ASCOLTA LE PAROLE DI PATRICK CONDÈ:


Non manca un riferimento al clima di repressione che inizia a sentirsi in Italia. Infatti, la manifestazione inzialmente era stata vietata dalla questura, e anche l'Assemblea di Bologna ha incontrato alcune resistenze. Usb Bologna ha segnalato che "il dirigente comunale del centro interculturale Zonarelli ha cercato di impedire lo svolgimento dell'assemblea cittadina. L'assemblea, partecipatissima, si è comunque svolta nonostante le minacce e la presenza, non gradita, di alcuni agenti di polizia".

Uno dei relatori della serata, Youlsa Tangara dell'associazione Asahi, ha commentato così ai nostri microfoni il clima di repressione crescente che si sente in Italia e la presenza dei poliziotti in assemblea: "Assumere 8mila poliziotti non è la soluzione. Invece di investire nell'esercito bisogna investire nel sociale. Se si prende tanti poliziotti andiamo verso l'autoritario, e quando andiamo verso l'autoritario non va bene per nessuno, nessuno si può esprimere democraticamente. L'obiettivo è quello di intimidare la gente. Anche il fatto di mettere i poliziotti davanti alla scuola dei ragazzini. Cosa significa, dove va con questa idea? È di fare paura, l'obiettivo è quello. Invece di fare paura devi parlare con la gente. Noi lo abbiamo vissuto in Africa, che se parli così due poliziotti prendono e ti menano. Io sono passato in Africa e ho vissuto lì, picchiavano per educarti. Quello è un sistema autoritario, e questa idea di mettere i poliziotti è uguale a quella lì. Dirigersi verso la repressione dove ci porta?"

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