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Cresce la mobilitazione per la liberazione di Gabriele Del Grande

Il giornalista incarcerato in Turchia in isolamento.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Esteri
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Gabriele Del Grande

Da 9 giorni il giornalista e regista di "Io sto con la sposa", Gabriele Del Grande è in stato di fermo un Turchia senza imputazioni e senza poter contattare avvocato o console. La Farnesina ha chiesto il suo rilascio. Cresce la mobilitazione della società civile, coordinata dall'amico e collega Antonio Augugliaro: "Forse ha materiale scomodo". Amnesty International: "In Turchia 120 giornalisti oggetto di repressione".

Sono passati 9 giorni da quando Gabriele Del Grande è stato fermato e incarcerato in Turchia. Il giornalista e regista, noto per essere stato il primo a tenere il conto dei migranti morti nel Mediterraneo e per il film "Io sto con la sposa", è stato arrestato al confine fra Turchia e Siria, dove stava raccogliendo interviste per il suo libro incentrato sull'Isis.
L'assenza di un permesso per trovarsi lì sarebbe alla base dell'arresto, ma il tempo della detenzione, le modalità con cui è trattenuto e la negazione dei più basilari diritti, come la possibilità di comunicare con un avvocato o con il console, suggeriscono che ci sia dell'altro.

"È possibile che Gabriele abbia raccolto del materiale che non si vuole venga divulgato", osserva ai nostri microfoni Antonio Augugliaro, co-regista di "Io sto la sposa” ed amico di Del Grande.
"Ormai è chiaro che non si tratta più di tempi burocratici per la sua espulsione", gli fa eco Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
I precedenti, in effetti, non mancano. L'avvocata bolognese Barbara Spinelli è stata vittima di un incidente analogo poche settimane fa, mentre cercava di partecipare ad un'iniziativa in difesa del popolo kurdo, e il suo rimpatrio è avvenuto in un paio di giorni.

Gabriele ieri è riuscito a telefonare all'amica e collaboratrice Valentina Verdolini e a raccontare la sua situazione. Si trova nel centro di espulsione di Mugla, non è formalmente incriminato di alcun reato, viene tenuto in isolamento e interrogato quotidianamente, probabilmente allo scopo di scoprire quali sono i suoi contatti e che informazioni ha ricevuto nelle sue interviste.
Da ieri ha cominciato lo sciopero della fame. Una protesta radicale per una persona sempre diplomatica, come riferisce Augugliaro, preoccupato proprio per questo.

Proprio in solidarietà con Gabriele, sulla pagina Facebook di "Io sto con la sposa", gli amici stanno organizzando una staffetta di sciopero della fame. Le iniziative pubbliche in sostegno del giornalista e che chiedono la sua liberazione si stanno moltiplicando. Domani alle 18.00 è previsto un presidio a Milano, davanti a Palazzo Marino, mentre altre iniziative stanno nascendo a Torino e in Paesi europei, come Spagna e Germania. A Bologna il Palazzo del Podestà verrà illuminato di giallo per chiedere la liberazione del giornalista.
Il Ministero degli Esteri italiano ha chiesto formalmente la liberazione di Gabriele Del Grande. "Non è vero che la Farnesina si è mossa tardi - spiega Augugliaro - Siamo in contatto con loro fin dal primo momento".

Del Grande non è, purtroppo, l'unico giornalista oggetto di repressione in Turchia. Amnesty International riferisce che i giornalisti in carcere, inquisiti o processati sono almeno 120. La repressione è cominciata ben prima della proclamazione dello stato di emergenza, seguito al fallito colpo di Stato.
Oltre ai giornalisti, vengono perseguiti insegnanti, avvocati, attivisti per i diritti umani e intellettuali.


Ascolta l'intervista ad Antonio Augugliaro

Ascolta l'intervista a Riccardo Noury

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