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Un pugno all'esclusione: le palestre popolari

La terza puntata dell'inchiesta "Riprendiamoci lo sport".


di Alessandro Canella
Categorie: Sport
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Nella terza puntata di "Riprendiamoci lo sport - La riscoperta dello sport popolare in Italia" facciamo un viaggio tra alcune realtà di sport popolare a Bologna, dove la presenza di palestre con queste caratteristiche è piuttosto ricca. GUARDA LE FOTO E ASCOLTA IL PODCAST.

Antifascismo, antisessismo e antirazzismo, inclusione sociale e accesso allo sport. Questi valori sono il filo conduttore di molte realtà di sport popolare presenti nella città di Bologna, nei cui quartieri sono nate diverse palestre che servono e interagiscono con il luogo in cui si trovano.
Se, come abbiamo visto, il problema più grande che le realtà di sport popolare incontrano sulla loro strada è quello degli spazi, non deve stupire che molte delle palestre popolari presenti a Bologna siano nate nei contesti dei centri sociali, occupati o in convenzione.

La boxe è senza dubbio la disciplina regina di queste strutture, perché, come sottolinea Alessandro Danè della palestra di Xm24, da sempre rappresenta una rivalsa, sia personale che nei confronti della società. Ma a trovare spazio nelle palestre popolari sono anche discipline coreografiche come tessuti aerei o danza, discipline olistiche come lo yoga e altri sport per allenare lo spirito e la mente.

SPORT E SENZATETTO. Una delle esperienze più interessanti per il tipo di intervento sociale che svolge è quella della Palestrina Beltrame di via Sabatucci. Nata dalla collaborazione il Vag61 di via Paolo Fabbri 110 e uno dei luoghi dell'esclusione per antonomasia, il dormitorio attiguo al centro sociale, la palestra - inserita nel più ampio progetto del "Condominio Belletrame", fa dello sport uno strumento per includere e reinserire. "Chi non può permettersi di pagare la quota - spiega Fabio Le Piane - può comunque praticare lo sport, magari aiutandoci quando c'è bisogno di manutenzione o di pulizie".

SPORT E DISPERSIONE SCOLASTICA. "Nel nostro lavoro avviamo allo sport ragazzini under 18 - racconta Mario Cata del Tpo, parlando della palestra del centro sociale - Far crescere i ragazzi con valori diversi, come cooperazione, solidarietà, lealtà ed etica è molto importante".
Lo sport, quindi, può fare anche educazione e può essere uno strumento per contrastare la dispersione scolastica. In particolare l'Aics dà vita al progetto "Rochi Giò", che riprende il nome di un manga giapponese dove un ragazzino povero rischia di finire nelle mani della mafia, ma riesce a riscattarsi attraverso il pugilato. "È un progetto che ha lo stesso spirito - racconta il presidente Aics Serafino D'Onofrio - Individuiamo ragazzi che hanno problemi di inserimento sociale e abbandono scolastico, che avviamo allo sport senza costi".

TEOFILO STEVENSON, UN MODELLO ATTUALE. È intitolata a Teofilo Stevenson - il pugile cubano che rifiutò di accedere al professionismo, nonostante gli fossero stati offerti 5 milioni di dollari per un combattimento contro Mohamed Alì - la palestra popolare che ha sede nel centro sociale Xm24. Il pugile rappresenta un modello attuale proprio per lo sport popolare, che rifiuta la mercificazione degli atleti. "Cerchiamo di autofinanziarci senza fare pagare quote a chi partecipa - racconta ai nostri microfoni Alessandro Danè, allenatore di pugilato - attraverso feste ed iniziative politiche e siamo inseriti nel circuito nazionale della palestre popolari antifasciste". La disciplina è in crescita, al punto che per la prima volta, alle passate olimpiadi di Rio2016, per la prima volta si è tenuto un torneo di boxe femminile.
All'interno della palestra di Xm, inoltre, si praticano anche altre discipline, come tessuti aerei e yoga.

IERI E OGGI: LA PALESTRA "GINO MILLI". Costruita negli anni '70 contestualmente agli attigui palazzoni popolari, la palestra di via Gandusio 6 porta il nome di Gino Milli, partigiano e presidente dell'Arci Guernelli - che si trova di fianco alla palestra - che è stato animatore socio-culturale della vita del quartiere per ben 25 anni. "La palestra è stata molto attiva fino alla metà degli anni '90 - racconta ai nostri microfoni Stefano Bonora, attuale presidente del circolo Arci - ospitando operai, figli di operai, figli dei condomini delle case popolari e scolaresche, ma è caduta in disuso nei primi anni 2000". Grazie ad un progetto di recupero, però, l'Arci Guernelli e la società sportiva Il Grinta stanno per riaprire quell'esperienza per molti versi avanguardistica.

LO SPAZIO OZ E GLI SPORT URBANI. Ex fabbrica di via Stalingrado, recuperata grazie allo sforzo dell'associazione Senza Filtro, lo Spazio Oz è diventato il più grande parco europeo per gli sport urbani. Parkour, skate, mountain bike, arrampicata ed altre discipline urbane si possono svolgere nei 7mila metri quadrati a disposizione, dove si ritrovano ogni anno tremila praticanti.

ASCOLTA IL PODCAST DELLA TERZA PUNTATA:

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