Radio Città Fujiko»Notizie»Inchieste

Femminicidio, oltre a repressione occorre prevenzione

La seconda puntata di "Una su Tre", il reportage su violenza di genere e femminicidio.


di Alessandro Canella
Categorie: Donne
1su3_LogoSito.png
WD graphics

Nella seconda puntata del nostro reportage abbiamo preso in esame gli aspetti legislativi per contrastare la violenza di genere. Il decreto femminicidio, approvato con qualche polemica, ha introdotto elementi utili, ma occorre fare di più su prevenzione e formazione. Italia al 71° posto nel Gender Gap.

Lo scorso 11 ottobre, con tempi record per un provvedimento, è stato approvato il cosiddetto decreto femminicidio, che si propone proprio di contrastare il fenomeno della violenza. Durante l'iter parlamentare, il decreto ha sollevato numerose polemiche sul metodo utilizzato per intervenire sul tema. La scelta stessa dello strumento del decreto, considerato un provvedimento da utilizzare nell'emergenza, e la non-reversibilità della querela sono punti critici, ma l'avvocata Susanna Zaccaria ci spiega che ci sono novità importanti e che deve essere considerato un punto di partenza.

Sono invece già quattro gli anni in cui è in vigore la legge sullo stalking. "I tempi della giustizia italiana sono lunghi - ricorda Zaccaria - ma di sicuro strumenti come l'ammonimento hanno un effetto dissuasorio ed aiutano a contrastare il fenomeno".
Grazie a questo strumento legislativo, in Italia sono nati anche i primi sportelli anti-stalking. È il caso di "Stalking Stop", progetto sperimentale della Tavola delle Donne, che in sei mesi ha fornito assistenza e informazioni a una sessantina di donne.

La violenza alle donne, però, non si contrasta solo con la repressione. Molto importanti sono la prevenzione del fenomeno e la formazione del personale che entra in contatto con le vittime di violenza, spesso senza saperle assistere e guidare nel percorso di denuncia.
Tutti elementi contenuti nella Convenzione di Istanbul del 2011, che l'Italia ha ratificato l'estate scorsa, ma che non è ancora diventata vincolante, poiché solo 5 Paesi firmatari l'hanno ratificata, contro i 10 necessari. "Ciò non toglie - osserva Zaccaria - che se un Paese volesse attuarla potrebbe farlo senza il bisogno che entri ufficialmente in vigore".

Intanto il nostro Paese continua ad andare male nella classifica del "Gender Gap", lo studio sulle disparità di genere redatto ogni anno dal World Economic Forum di Ginevra. Anche se l'Italia guadagna 9 posizioni rispetto all'anno scorso, salendo dall'80° al 71° posto, molto lavoro c'è ancora da fare.
In particolare, lo studio prende in esame 4 fattori: salute, istruzione, economia e politica. E se quest'ultimo aspetto ci ha fatti risalire, grazie ad una maggiore rappresentanza delle donne in Parlamento, è il tema delle disparità e dell'accesso al lavoro che penalizza l'Italia, che nella classifica specifica si trova al 124° posto.

Ascolta la seconda puntata di "Una su Tre":

Ora in onda

Palinsesto

Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | Domenica

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]