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Come raccontare la violenza alle donne?

La terza puntata di "Una su tre", il reportage su violenza di genere e femminicidio.


di Alessandro Canella
Categorie: Donne
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Riccardo Iacona, Lorella Zanardo, Lella Costa, Giovanna Cosenza e Cristina Karadole sono protagonisti della terza puntata del nostro reportage su violenza di genere e femminicidio, incentrata sui temi del linguaggio e della comunicazione. La comunicazione e il linguaggio veicolano stereotipi e violenza?

Sono tanti gli interventi contenuti nella terza puntata di "Una su Tre", il reportage di Radio Città Fujiko su violenza di genere e femminicidio. Dal giornalista Riccardo Iacona - anima di Presa Diretta e autore del libro "Se questi sono gli uomini - all'attrice Lella Costa - che il 25 novembre sarà a Bologna con lo spettacolo di Serena Dandini "Ferite a morte" -, da Lorella Zanardo - autrice de "Il corpo delle donne" - alla semiologa e presidente del Corecom Giovanna Cosenza, fino a Cristina Karadole e Anna Pramstrahler della Casa delle Donne di Bologna.

La puntata è incentrata attorno ad una domanda: il linguaggio e la comunicazione veicolano stereotipi e violenza? E come?
Un argomento che assume ancora più importanza proprio ora che anche i mezzi di comunicazione hanno iniziato ad occuparsi in modo rilevante del tema della violenza alle donne e del femminicidio.
Non sempre, però, la comunicazione attorno a questi temi avviene in modo corretto. Spesso le notizie contengono elementi giustificativi per gli autori della violenza, altre volte si cerca di legare i fatti di sangue a determinate categorie sociali, altre ancora si fa leva su un sensazionalismo che non aiuta a risolvere il problema.

"Il linguaggio contiene una trappola - osserva poi Cosenza - perché opporsi alla violenza evoca la violenza stessa". In questo senso, sia nel linguaggio parlato e scritto che nella comunicazione visiva, occorre sviluppare una comunicazione che proponga altri modelli, modelli virtuosi e positivi.
Secondo Lorella Zanardo, infine, occorre lavorare sull'educazione. Un'educazione rivolta ai ragazzi, per fornirli degli strumenti per fruire in modo critico della comunicazione, ma rivolta anche agli addetti al settore, che spesso in buona fede compiono errori che veicolano stereotipi.

Ascolta la terza puntata:

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