Radio Città Fujiko»Notizie»Inchieste

Casa: i pochi e malandati alloggi popolari

La terza puntata dell'inchiesta sull'emergenza abitativa in Italia.


di Alessandro Canella
Categorie: Casa

Nella terza puntata di "Casa", l'inchiesta sull'emergenza abitativa in Italia, ci siamo occupati delle case popolari, che sono poche, in cattivo stato manutentivo. E per risolvere il problema delle lunghe liste d'attesa, invece di realizzarne di nuove, magari ristrutturando il patrimonio esistente, si stringono i requisiti per l'accesso.

Nel dopoguerra, per risolvere il problema della casa che si faceva sentire, gli alloggi popolari erano presenti nei piani regolatori di praticamente tutti i Comuni, specialmente nei nostri territori. Dopo il boom economico e in particolare arrivando fino ai giorni nostri, però, i vari governi hanno abbandonato la politica degli alloggi pubblici, investendo le proprie risorse in altri capitoli. Fino alla situazione attuale, fatta di un patrimonio architettonicamente vecchio, quindi sottoposto a problemi di incuria e manutenzione, e insufficiente a rispondere alla domanda crescente di case a basso prezzo, generando quindi lunghe liste d'attesa per le assegnazioni.

Nella nostra provincia il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è gestito da Acer, Azienda Casa Emilia Romagna, un ente pubblico economico dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile, che gestisce appunto le case popolari.
Nel Comune di Bologna le case popolari sono circa 12.500, le assegnazioni che vengono effettuate ogni anno sono circa 450, mentre le domande in lista d'attesa sono più di 5mila.

La Regione Emilia Romagna discute una legge regionale di riforma dell'Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) che ha già sollevato polemiche. In particolare, la riforma vuole rivedere i criteri di accesso alle case popolari, riducendo del 20% i limiti di reddito. In altre parole, se ora nelle case popolari potevano accedere le famiglie più povere, da domani potranno accedervi solo le famiglie poverissime.
Una scelta che trova d'accordo Riccardo Malagoli, assessore alla Casa del Comune di Bologna, secondo cui in questo modo si permetterà un maggior turn over. Contrari, invece, i sindacati del settore, in particolare Sunia e Asia Usb.
Il primo, in particolare, denuncia che, stringendo i criteri d'accesso, si genera un circolo vizioso per il quale ci saranno sempre meno risorse per la manutenzione. Inoltre il rischio è quello di una ghettizzazione degli inquilini poveri.

A latitare, ancora una volta, è il governo. Il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, aveva promesso lo stanziamento di 568 milioni di euro per il recupero di alloggi del patrimonio pubblico che rimangono vuoti perché inagibili. 12mila alloggi che, grazie al fondo, dovevano venire recuperati ogni anno.
Promessa che, fino a questo momento, rimane inevasa.

Ascolta la terza puntata dell'inchiesta:

Tags: Casa

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]