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Iran, Molinari: sfida regionale tra potenze emergenti. Il cambio di strategia di Obama
Il corrispondente Usa de La Stampa ci aiuta a dipanare la matassa della minaccia atomica della Repubblica Islamica
Fermare la corsa al nucleare iraniano con ogni mezzo Il capo del Pentagono, Leon Panetta ha dato scadenze precise all'Iran per fermare il programma nucleare a scopo militare, "può realizzare l'ordigno nucleare in un anno". Panetta ha affermato per la prima volta che se ciò non dovesse avvenire gli Usa sono pronti a prendere in considerazione ogni possibilità, anche in estrema ratio quella di un intervento militare. Sulla matassa Iraniana e mediorietale e sulle intenzioni dell'amministrazione Obama abbiamo intervistato Maurizio Molinari, inviato negli Usa de La Stampa.
La strategia Obama di contenimento "C'è una brusca inversione di marcia nella strategia Usa sull'Iran, sulla base delle conclusioni dell rapporto dell'Aiea pubblicato nel novembre scorso, secondo il quale esistono 12 aree del programma nucleare iraniano che potrebbero avere finalità militari", spiega Molinari. Le pressioni internazionali sull'Iran aumentano, per far venire meno le ambiguità sul programma nucleare iraniano. Ma l'opzione militare rimane l'ultima possibile. "La strategia inizialmente unilaterale varata da Obama con le sanzioni sul petrolio danno un grande colpo all'economia dell'Iran".
Sfida tra Iran e Arabia Saudita Il giornalista ci spiega che dietro al braccio di ferro e alle rispettive minacce tra la Repubblica islamica dell'Iran e Israele, si cela una sfida e una contraposizione di interessi tra il mondo arabo sunnita e l'Iran sciita. L'Iran fa perciò la voce grossa per diventare la potenza egemone del Medio Oriente.
L'intervista intera la potrete ascoltare nello spazio dell'antipasto di oggi.







