Nella notte approvato piano di 3,3 miliardi di tagli per ottenere un nuovo prestito dalla Troika (Ue Fmi Bce). Scontri in piazza.
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Grecia, tra scontri e proteste, approvato piano di austerità
Nella notte il governo ellenico ha ottenuto la maggioranza sulle misure di austerità per 3,3 miliardi di euro, volute dalla Troika (Bce, Ue e Fmi). Questi tagli erano la condizione per ottenere i 130 miliardi di aiuti indispensabili per scongiurare il fallimento del Paese e la sua uscita dall'euro. Intanto che nel parlamento si discuteva, fuori, in piazza Syntagma sono avvenuti scontri tra polizia e manifestanti. Il bilancio approssimativo è di 50 feriti, la polizia ha effettuato 22 arresti. Almeno 100.000 persone sono scese in strada per protestare contro le misure, (80.000 ad Atene e 20.000 a Salonicco). Oltre una decine di edifici della capitale greca sono in fiamme lungo le gradi arterie centrali Stadiu e Aeolu. Tra questi la biblioteca universitaria, due cinema, le filiali di due banche e un caffe Starbucks.
Il piano di austerity approvato a mezzanotte impone 300 milioni di euro di tagli alle pensioni, 150 mila posti di lavoro pubblici in meno entro il 2015 e 22% di taglio del salario minimo. L'austerità è stata approvata con 202 voti favorevoli, 74 contrari e 2 astenuti.
La Grecia ha già pagato pesanti tributi sociali al risanamento. Questa è la seconda “cura” che la Troika impone alla Grecia, dopo quella da 110 miliardi della primavera 2011, che non ha sortito alcun effetto, se non peggiorare le condizioni di vita dei greci. Ma numerose sono state le manovre correttive già attuate. In questi ultimi due anni, grazie alle ricette di Fmi, Banca mondiale e Ue gli stipendi degli statali sono stati già tagliati del 15% mentre le ore lavorative sono passate da 33,5 a 40. Le pensioni sono state ridotte del 33% e si è passati al contributivo; i lavoratori autonomi sono stati letteralmente bombardati da tasse una tantum – come ha spiega a Rainews Marina Sapia, ma non è finita qui. In Grecia le tasse sulla casa sono aumentate da 3 a 20 euro al metro quadro, i tagli imposti alla sanità hanno mettono in ginocchio gli ospedali pubblici che da mesi non hanno più i finanziamenti necessari per fornire farmaci. Un terzo del paese è stato ridotto in povertà, secondo quanto ha rilevato Eurostat la scorsa settimana. La disoccupazione nel solo mese di gennaio 2012 è salita dal 19% al 20,9% quasi 2 punti.







