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Enzo Biagi, il maestro del giornalismo che ci manca

Lo speciale "Rai 3 per Enzo Biagi" in ricordo del grande giornalista.


di Alessandro Canella
Categorie: Società
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Quasi 12 anni fa ci lasciava Enzo Biagi, maestro del giornalismo italiano. Rai 3 lo ricorda con uno speciale di otto puntate a partire da lunedì 25 febbraio. Il curatore Loris Mazzetti ai nostri microfoni: "A distanza di anni il lavoro di Biagi è di straordinaria attualità".

Era il novembre del 2007 quando uno dei maestri del giornalismo italiano, Enzo Biagi, ci lasciava.
Il mondo nel frattempo è cambiato profondamente e anche il giornalismo: lo stile pacato e colto di Biagi sembra avere cedito il passo all'aggressività, le urla e il sensazionalismo.
Eppure, a distanza di molti anni, il lavoro del giornalista bolognese è di grande attualità, come rimarca ai nostri microfoni Loris Mazzetti, storico collaboratore di Biagi.

Un'attualità che verrà confermata nel tributo speciale che Rai 3 dedicherà ad Biagi a partire da lunedì prossimo, 25 febbraio. "Rai 3 per Enzo Biagi" è il titolo delle otto puntare, curate proprio da Mazzetti, che verranno trasmesse alle 15.20 fino al 7 marzo sulla rete pubblica nazionale.
Si tratta della riproposizione integrale della trasmissione "Giro del mondo", che il giornalista realizzò nel 2001, intervistando grandi scrittori internazionali del calibro di Luis Sepulveda, Gunter Grass, John Le Carré e Wilbur Smith.

"Dopo aver realizzato Giro del mondo - racconta Mazzetti - Biagi disse che, se avesse dovuto tracciare un bilancio sentimentale, avrebbe detto che aveva capito che tutti gli uomini piangono nello stesso modo e che il sentimento che detestava di più era il razzismo che stava tornando di moda”.
Al materiale d'archivio, lo stesso Mazzetti affiancherà interviste e riflessioni con altrettanti scrittori contemporanei italiani, come Pino Cacucci, Erri De Luca, Francesco Guccini e Michela Murgia.

"Biagi diceva che il giornalista deve consumare le suole - racconta il curatore dello speciale - Le sue interviste erano il racconto di un mondo, mentre oggi si lavora troppo stando seduti in redazione, attraverso i lanci delle agenzie di stampa".
È anche per questo che il lavoro del giornalista bolognese conserva, a distanza di tanti anni, la sua attualità e valenza: si trattava del racconto di un contesto e di una realtà, che spesso sapeva anticipare anche quello che sarebbe accaduto in futuro.

ASCOLTA L'INTERVISTA A LORIS MAZZETTI:


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