Radio Città Fujiko»Notizie»Elezioni

Referendum: la democrazia ha gli anticorpi


di Alessandro Canella

Il corpo elettorale ha reagito. Di fronte al virus dell'apatia che lo aveva intaccato, ha attivato gli anticorpi e ha cominciato a respingere l'infezione, o meglio: la disaffezione.

Non voglio soffermarmi sulla portata storica della schiacciante vittoria ai referendum, quanto sottolineare come questo risultato nasca dalla forza della democrazia che ha sbarrato la strada ad un esercizio autoritario del potere.
Sminuito, paventato, spesso rifiutato, lo strumento del referendum si è invece dimostrato un'arma molto efficace. Un antidoto, vale la pena ricordarlo, messo a disposizione ancora una volta dalla Costituzione nata dalla Resistenza. Ma di per sè il referendum è solo uno strumento. E' come un piede di porco che può aiutare a scardinare una porta solo se sussistono due condizioni: saper usare lo strumento e aver veramente voglia di usarlo.
Ebbene gli italiani hanno dimostrato di saperlo e volerlo utilizzare quando questo è davvero necessario. E non importa ricordare come sia maturata questa necessità, quanto questo governo, fatto di tagli e smantellamenti, di imposizioni e intrallazzi, di cultura televisiva e ignavia, abbia cercato di trascinare a fondo il Paese.

E non è nemmeno un caso che la risposta forte, la risposta di un popolo che ha rialzato la testa, sia arrivata su temi come acqua, nucleare e giustizia. Temi apparentemente neutri, eppure densi di valore simbolico e al tempo stesso concreto. Argomenti che hanno saputo attivare una trasversalità che costringere in stretti schemi di destra-sinistra pare quasi offensivo.
In molti concordavano sulla necessità di ricostruire l'abc del senso civico, vilipeso e tumefatto da questo governo e da questa "cultura di maggioranza". Ebbene, gli elettori italiani hanno deciso di ricostruire il proprio senso comune proprio da questi tre princìpi cardine: l'universalità vitale di un bene comune come l'acqua, la sicurezza e la sostenibilità dell'energia, l'uguaglianza di fronte alla legge.

Sicuramente il voto di ieri ha chiuso un'epoca, ma occorre vigilare che quella che si apre ora imbocchi la strada giusta. Bisogna rivendicare questa vittoria nell'intimo del suo significato simbolico, senza prestare il fianco a strumentalizzazioni e opportunismi della politica spicciola.
Lo sottolineo perché questo tentativo, come era prevedibile, è già in atto. E così, quelli che fino a ieri hanno contribuito o, nel migliore dei casi, non hanno fatto nulla per fermare la privatizzazione dell'acqua, il piano nucleare e il legittimo impedimento, oggi cantano vittoria.
Il centrosinistra si interroghi a fondo e prenda, forse più del centrodestra, questo risultato come una lezione. Risponda, ad esempio, con atti concreti in quei territori dove la sua azione si è dimostrata in linea con quanto fatto dal governo e bocciato dagli italiani. Fermi, ad esempio, le privatizzazioni dell'acqua o le ancor più subdole privatizzazioni mascherate. Non è un caso che, a poche ore dallo spoglio e col "rischio" concreto di raggiungere il quorum, le azioni di Hera siano crollate in borsa. Un'azienda pubblica, come gli amministratori locali vendono Hera, non dovrebbe perdere colpi quando c'è il rischio concreto che l'acqua torni pubblica.
Ci dica, ad esempio, cosa pensa adesso l'assessore provinciale all'Ambiente Emanuele Burgin, che a due giorni dal voto ha dichiarato di votare "no" al secondo quesito sull'acqua, quello che ha tolto la remunerazione del capitale al 7% in bolletta. Ci spieghi secondo quale logica ora ci saranno meno investimenti, visto che quel 7% finiva nelle tasche degli azionisti e non in fognature o rete idrica. Ci spieghi come può succedere che, se la coperta è corta e la legge prevede di garantire comunque dei profitti agli azionisti (in barba al rischio d'impresa), questo possa comportare maggiori investimenti. Se la matematica non è un'opinione, ora Hera avrà un 7% di soldi in più da investire in infrastrutture idriche.

Il movimento che ha contribuito alla grande vittoria del referendum, dunque, non presti il fianco a chi vorrebbe cavalcare un entusiasmo che non ha saputo generare in autonomia e sia, oggi più che mai, ancor più severo e vigile.

Ora in onda

ascolta afternoon tunes!!! sabato dalle 16:30 alle 18:00

agenda concerti della settimana novita' discografiche da ascoltare & comprare, e interviste a gruppi italiani e stranieri. info su: www.myspace.com/afternoontunes

 

Palinsesto

Lunedì | Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì | Sabato | Domenica

Ascolta Online


realizzato da Channelweb srl  /  progetto grafico Eddy Anselmi  /  P. IVA 00954970372

Questo sito web impiega cookie tecnici e di profilazione, proseguendo nella navigazione si acconsente al loro utilizzo close[ informazioni ]