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Inquinamento, i bastoni fra le ruote di costruttori (e Lega)

La polemica attorno all'eco-tassa e agli eco-incentivi inseriti nella manovra.


di Alessandro Canella
Categorie: Ambiente
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Polemica attorno all'eco-tassa inserita nella manovra per le nuove auto inquinanti, accompagnata da incentivi per le elettriche e ibride. Costruttori, sindacati confederali e Codacons si dimostrano contro una conversione ecologica e la Lega annuncia modifiche in Senato. Di Maio: "Non riguarda le auto già in circolazione". Legambiente: "Giusto penalizzare chi inquina di più, ma occorre pensare a chi non si può permettere auto elettriche".

L'Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede una tassazione per gli autoveicoli proporzionale all'emissione di Co2. Quando si parla di un generico impegno in favore dell'ambiente, tutti si sperticano in dichiarazioni di facciata, ma alla prova dei fatti, lo Stivale dimostra una grande arretratezza culturale.
È in questo quadro che si può comprendere la feroce polemica scoppiata attorno ad una misura, seppur incompleta e perfettibile, inserita nella manovra economica ora in discussione nelle commissioni della Camera.

La sola ipotesi di tassare dai 150 ai 3.000 euro le nuove auto immatricolate con emissioni superiori ai 110 g/km di Co2, accompagnata da un bonus dai 1500 ai 6000 euro per l'acquisto di auto elettriche o ibride, ha scatenato un putiferio, al punto che la Lega, attraverso il vicepremier Matteo Salvini e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, ha già annunciato una modifica al provvedimento quando la manovra approderà al Senato.
A poco o nulla sono valse le precisazioni dell'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che ha sottolineato che non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione: "chi ha un'Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più".

Il contrordine è arrivato dopo le proteste sollevate dai costruttori di veicoli più inquinanti, Fiat in primis, da alcuni sindacati confederali (Fim e Uilm), che sono preoccupati per le possibili ripercussioni occupazionali, e dal Codacons, che a testa bassa si dice pronto alla guerra legale contro qualsiasi nuova tassa sulle auto.
Come già accaduto in altri settori - grandi opere in primis - la salute, l'ambiente e le riflessioni sull'utilità di determinati progetti passano in secondo piano rispetto agli interessi corporativi e, più in generale, ad una cultura estrattivista che tarda ad essere superata.

"Tutto si può migliorare, ma teniamo conto che l'Italia è l'unico Paese a non avere una tassa sulla mobilità proporzionale all'emissione di Co2", commenta ai nostri microfoni Andrea Poggio di Legambiente.
L'ambientalista osserva che una tassa da 150 euro per chi compra un'auto nuova è appena l'1% della spesa media per un'autovettura e rientrerebbe perfettamente negli sconti dei concessionari. Per i suv e auto inquinanti di grossa cilindrata, veicoli di lusso altamente inquinanti, è giusto che aumenti la tassazione.

"La Fiat viene svantaggiata - continua Poggio - perché ha fatto la scelta di mandare all'estero la produzione della Panda, mentre le auto che sta promuovendo in Italia sono tutte inquinanti. È la Fiat che è in controtendenza".
Se si guarda il mercato, sottolinea l'esponente di Legambiente, il 53% delle auto commercializzate sono già al di sotto dei 110 g/km di Co2. In questi anni, inoltre, anche le politiche governative hanno reso più conveniente l'acquisto di veicoli diesel, dato il costo inferiore di quel tipo di carburante. Non ci si può quindi lamentare se quel tipo di veicoli sono molto diffusi.

Legambiente, però, ravvisa anche dei limiti nella manovra del governo. Ad essere esclusi da qualche forma di beneficio sono i settori meno facoltosi della popolazione, che non potranno acquistare un'auto elettrica, che comunque rimane spesso inaccessibile nei prezzi.
"Noi avevamo proposto fino a mille euro di bonus rottamazione - afferma Poggio - spendibile in trasporto pubblico, sharing mobility, mobilità elettrica leggera come quadricicli, scooter elettrici e simili".

L'associazione ambientalista, inoltre, spinge per l'intermodalità e per modificare il codice della strada per favorire quei mezzi nuovi e non inquinananti che si stanno diffondendo, ma che non vengono considerati dalla legge italiana. Veicoli di mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica come segway, hoverboard e monopattini si possono facilmente caricare su un treno o un autobus, per consentire di integrare la parte di percorso fatta con i mezzi pubblici.
Un emendamendo proposta da Legambiente su questo tema è stato recepito due giorni fa in commissione alla Camera, ma anche su questo peserà la posizione della Lega.

ASCOLTA L'INTERVISTA AD ANDREA POGGIO:

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