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Economia e lavoro: cosa dovrebbe fare il nuovo governo

Valutazioni e analisi sul programma economico del nuovo governo.


di Alessandro Canella
Categorie: Lavoro, Economia
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Palazzo Chigi

Nei punti del programma di governo il tema del lavoro e dell'economia viene affrontato spesso, ma in modo generico. L'economista Marta Fana commenta ai nostri microfoni il nuovo esecutivo e indica cosa sarebbe necessario per migliorare le condizioni dei lavoratori e dell'economia, riducendo le disuguaglianze.

"Un programma che è tutto e niente e rivela la competizione tra le forze di governo e all'interno delle forze stesse". Così l'economista Marta Fana commenta il programma del nuovo governo per quanto riguarda l'economia e il lavoro.
Dal disinnesco della clausola di salvaguardia che porterebbe l'iva al 25% al taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, dagli incentivi alle imprese alla questione dei "lavoratori digitali": sono diversi i contenuti che riguardano il mercato del lavoro e l'economia italiana inseriti nel documento sottoscritto da Pd, M5S e LeU.

"La via scelta è quella concertativa per la pace sociale - continua Fana - mantenendo col bilancino gli equilibri e i rapporti di forza attuali".
Secondo l'economista le forze dell'attuale governo hanno capito che non si può più fare austerità dura - e infatti si parla di manovre espansive - ma al tempo stesso non si affronta lo scontro reale nella società.
Accanto al taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, infatti, sono previsti incentivi e finanziamenti a pioggia per le imprese. O ancora: si parla di rilanciare l'agricoltura, ma non si aggredisce il tema delle filiere produttive, dove si annida il caporalato.

Le congiunture internazionali, con la recessione in Germania e un'instabilità globale dovuta anche alla guerra dei dazi tra Usa e Cina, tuttavia, per Fana potrebbero giocare a favore del nuovo governo, che potrebbe ottenere dall'Europa più flessibilità, al punto da non dover operare dolorosi tagli per scongiurare l'aumento dell'iva.

Una cura di discontinuità radicale con il passato, secondo Fana, sarebbe quella che va ad inserirsi nello scontro reale interno alla società.
"Nel programma del nuovo governo non si parla di alzare i salari e abbassare i profitti, né di revocare le esternalizzazioni e tornare indietro sulle privatizzazioni per programmare l'economia in direzione politica". Un'impostazione che né i Cinque Stelle né tantomeno il Pd hanno mai espresso.

ASCOLTA L'INTERVISTA A MARTA FANA:


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