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Diritto ad abitare: l'articolo 5 è finalmente in discussione

Un emendamento della Camera fa traballare la norma più contestata del piano casa

 


di redazione
Categorie: Casa
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Un emendamento approvato dalla Camera al decreto Sicurezza potrebbe, a convalida definitiva, scalfire la misura più contestata del “piano casa” firmato nel 2014 dall’allora ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. La norma in oggetto è l'articolo 5, ovvero quello che vieta ai sindaci di allacciare le utenze alle occupazioni abitative, per cui anche Merola era stato a suo tempo indagato.

La Camera ha approvato un emendamento che potrebbe limitare il peso sulle vite degli occupanti dell'art. 5 del piano casa, da sempre duramente condannato dai movimenti per il diritto ad abitare. “Questo disgraziato articolo – spiega Fulvio di Social Logprevede il divieto di allaccio di utenze idriche, gas e luce agli stabili occupati a scopo abitativo, e dall'altra parte sottrae tutti i diritti civili e gran parte dei diritti umani a quanti sono costretti ad occupare edifici in disuso per soddisfare il proprio diritto ad abitare. Questo significa che la sanità, l'istruzione, l'accesso al lavoro e il rinnovo del permesso di soggiorno vengono negati in quanto si perde uno status legato all'iscrizione all'anagrafe”.

L'emendamento approvato dalla Camera non abroga definitivamente l'articolo 5, ma se verrà convalidato in maniera definitiva conferirà ai sindaci il potere di derogarlo “in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela”, come recita il testo, e “a tutela delle condizioni igienico-sanitarie”. Potere che fino ad oggi ai sindaci non era concesso, come dimostra l'indagine aperta su Merola che proprio sotto la pressione degli attivisti per la casa aveva riallacciato l’acqua alle palazzine allora occupate e oggi sgomberate di via de Maria e via Fioravanti, procedimento poi archiviato dalla Procura.

Festeggia quindi Social Log, che vede in questo emendamento un passo avanti verso il diritto ad abitare ma soprattutto una dimostrazione dell'efficacia della lotta. “È una notizia importante - sottolinea l'attivista - perché con con la messa in discussione dell'articolo 5 il legislatore ha recepito le istanze conflittuali del movimento per il diritto alla casa bolognese e italiano. Da quando verrà attuato questo emendamento non ci sarà più l'automatismo che revoca diritti civile e toglie ogni possibilità di allaccio delle utenze”.

Se l'emendamento mette in discussione l'automaticità dell'articolo, facendo traballare la norma più contestata della Legge Lupi, esso tuttavia non lo elimina definitivamente e lascia un ampio margine di discrezionalità ai sindaci. “ Non cantiamo vittoria – sottolinea Fulvio - perché crediamo che questi diritti fondamentali dell'uomo non possano essere affidati ad una regolazione decisa dal sindaco. Noi crediamo che l'articolo cinque vada completamente cancellato. È un primo passo e ne rivendichiamo sicuramente la paternità, ma crediamo che si debba ancora camminare tanto perché questo infame e maledetto articolo 5 venga cancellato definitivamente”.

Anna Uras


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