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Diritto di assemblea negato, "svolta antisindacale e antidemocratica"

Sindacati di base pronti allo sciopero della fame contro la decisione del Comune di negare il diritto di assemblea.


di Andrea Perolino
Categorie: Lavoro
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(Foto: Michele Lapini)

Prosegue il duro scontro tra Palazzo d'Accursio e i dipendenti comunali, dopo la decisione da parte dell'Amministrazione di non concedere più le assemblee sindacali alle singole sigle del sindacalismo di base. Continuano le proteste di lavoratori e sindacati, pronti anche a uno sciopero della fame, mentre il Comune fa appello alla Commissione di Garanzia sugli scioperi.

"Quello che sta succedendo nel Comune di Bologna è assolutamente una svolta autoritaria, antisindacale e antidemocratica": sono questi gli aggettivi che i sindacati di base presenti in Comune (Cub Cobas, Usb, Adi, Sulpm/Diccap) hanno messo nero su bianco per commentare i recenti sviluppi con cui l'Amministrazione ha negato il diritto di assemblea nei confronti delle sigle minoritarie, "che a Bologna rappresentano però quasi il 40% delle lavoratrici e dei lavoratori", osserva Enrico Tabellini, Cub Cobas.

"È in atto un vero e proprio attacco ai diritti e alle libertà sindacali - sottolinea Tabellini - Abbiamo appreso di essere stati deferiti dal Comune alla Commissione di Garanzia sugli scioperi per l'ultima assemblea indetta l'8 febbraio, quando i lavoratori si trovarono di fronte la polizia schierata". Un ulteriore affondo, dunque, da parte di Palazzo d'Accursio nei confronti delle relazioni sindacali che riguardano tutto il personale del Comune. "Cgil, Cisl e Uil continuano a poter indire assemblee come singole sigle, e questo è normale, il problema è che la stessa agibilità sindacale è resa impossibile alle altre sigle - spiega il sindacalista - È una scelta politica unilaterale".

Ma le sigle sindacali di base non sono le uniche a pensare che la decisione del Comune vada a pregiudicare la corretta pluralità sindacale. Come fa notare Tabellini, fu la dottoressa Garifo, attuale dirigente all'area Personale e Organizzazione del Comune di Bologna, a scrivere che "la regola maggioritaria può portare ad uno schiacciamento delle componenti sindacali più deboli e quindi alla negazione di quel pluralismo sindacale che si era voluto garantire nel sistema pubblico". La stessa dirigente che parlava in questi termini, (quando era dirigente del Comune di Prato) "sta ora facendo applicare per l'Amministrazione queste procedure peggiorative rispetto a una buona prassi di rapporti sindacali che negli ultimi 18 anni è andata avanti senza problemi", fa sapere Tabellini.

Mentre la protesta di lavoratori e sindacati va avanti, attraverso iniziative "tra il serio e il goliardico" come i flash mob di “quaresima sindacale”, ogni mercoledì mattina sotto la sede di Liber Paradisus, da Palazzo d'Accursio tutto tace: "abbiamo richiesto il dettaglio di tutte le assemblee dell'ultimo anno - spiega Tabellini - l'Amministrazione non ci ha neanche più risposto. Stiamo valutando iniziative come mobilitazioni e flash mob, ma non solo - fa sapere - stiamo pensando addirittura a uno sicopero della fame per riuscire a interloquire con l'Amministrazione e capire le reali motivazioni di queste decisioni".


Ascolta l'intervista a Enrico Tabellini

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