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Decreto Salvini, "vuole forzare il sistema istituzionale"

Il provvedimento del ministro dell'Interno oggi in Cdm.


di Alessandro Canella
Categorie: Politica, Migranti, Giustizia
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Dall'abolizione della protezione umanitaria alla chiusura degli Sprar, dall'aumento della detenzione nei Cpr alla legittimazione degli Hot Spot: il Decreto Salvini su sicurezza e immigrazione spaventa i giuristi. Per l'Associazione Studi Giuridici Immigrazione si tratta di "un tentativo di forzare il sistema istituzionale" e "vuole violare l'ordine sociale e civile".

Non è bastato il caso della nave Diciotti  della Guardia Costiera e le denunce per sequestro di persona e abuso d'ufficio a fermare il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il Decreto sicurezza e immigrazione che porta il suo nome e che approda oggi in Consiglio dei Ministri, secondo molti, presenta manifesti profili di incostituzionalità. Secondo l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione fa qualcosa di più: "vuole forzare il sistema istituzionale" e la cosa non riguarda solo i migranti, ma tutti i cittadini italiani.
"Queste misure testimoniano l'involuzione della normativa italiana - afferma ai nostri microfoni Dario Belluccio di Asgi - E la cosa non riguarda solo il tema dell'immigrazione, ma l'intero ordinamento costituzionale e internazionale".

In particolare, ciò che sembra non fare il Decreto Salvini è tenere in considerazione la Costituzione italiana e le Convenzioni internazionali ratificate dall'Italia nel garantire tutele e diritti alle persone.
E sono essenzialmente quattro i modi con cui il Viminale vuole scardinare l'attuale ordinamento: l'abolizione della protezione umanitaria, la chiusura degli Sprar, l'aumento della detenzione dei Centri per il Rimpatrio e la legittimazione degli Hot Spot.

L'abolizione della protezione umanitaria, per l'Asgi, è in conflitto col dettato costituzionale, in particolare con gli articoli 2 e 10 e con gli obblighi internazionali che l'Italia ha assunto.
Limitare lo Sprar ai titolari di protezione internazionale e ai minori, inoltre, è particolarmente grave, perché si tratta della migliore esperienza di integrazione dei richiedenti asilo. Non solo: il sistema Sprar è quello con maggiori controlli e maggiore trasparenza. Una sua abolizione, mantenendo invece il sistema Cas (Centri Accoglienza Straordinaria). "È una misura incredibile - continua Belluccio - perché può essere letto solo in chiave ideologica, poiché viene resa molto più difficile l'integrazione".

L'aumento a 180 giorni della detenzione amministrativa dei migranti all'interno dei Cpr si aggiunge alle critiche che già in passato vennero avanzate contro dispositivi simili, dai Cpt ai Cie.
Allo stesso modo appare grave la misura di voler in qualche misura legittimare la presenza degli Hot Spot come luoghi di identificazione e detenzione dei migranti, in mancanza delle garanzie primarie previste dall'articolo 13 della Costituzione.

Ultima ma non ultima una questione procedurale: procedere con un decreto senza una concreta necessità ed urgenza, esautorando il Parlamento da una discussione, consiste nell'ennesima forzatura costituzionale.
Visti tutti questi elementi, l'esponente di Asgi si auspica che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottoponga al legislatore i profili di incostituzionalità, rifiutandosi di sottoscrivere e promulgare la legge.
Qualora la firma di Mattarella arrivasse lo stesso e il Parlamento decidesse di convertire in legge il decreto, l'ultima strada sarebbe quella di chiamare in causa la Corte Costituzionale.

ASCOLTA L'INTERVISTA A DARIO BELLUCCIO:

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