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Cos'è Xm24?/3: la Sim

Il viaggio alla scoperta delle attività all'interno del centro sociale di via Fioravanti.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Migranti
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La terza tappa del viaggio alla scoperta delle realtà di Xm24, il centro sociale sotto sfratto, racconta la Scuola di Italiano con Migranti (Sim). Un approccio orizzontale e bidirezionale e un presidio sul territorio. Da lì partì il caso del bimbo respinto da scuola che arrivò in Parlamento.

Le preposizioni sono importanti, non solo per la grammatica italiana. La Scuola di Italiano con Migranti (Sim) di Xm24 in quel "con" esprime tutta la sua filosofia.
L'approccio all'insegnamento dell'italiano, infatti, è orizzontale e bidirezionale. Niente cattedra o banco e niente suddivisione netta tra insegnanti e studenti. Si è tutte e tutti parte di un collettivo e insieme si apprende e si pianificano le lezioni.
"L'insegnamento della lingua - spiega Giulia, attivista della Sim ai nostri microfoni - è una pratica e uno strumento di emancipazione. Non è finalizzato al compito e ad una prestazione, ma è uno strumento con cui una persona può anche essere partecipe di cosa succede intorno".

La scuola è attiva due giorni a settimana e strutturata su tre livelli, base, intermedio ed avanzato, per permettere alle persone di inserirsi nel gruppo che risponde meglio alle proprie conoscenze dell'italiano.
Un altro punto cardine della Sim è l'assemblea settimanale, in cui tutti partecipano, pianificano le lezioni successive, si confrontano e discutono anche di questioni che non attengono alla didattica, ma alla vita sociale e politica della città.
Un'impostazione analoga a quella generale del centro sociale, dove l'organizzazione prevede una forma assembleare impostata sui valori dell'antisessismo, antifascismo e antirazzismo.
"La Sim è Xm e Xm è la Sim - osserva Giulia - La nostra presenza ha senso proprio in quel luogo, che è un reale spazio di libertà".

E proprio da quel luogo, qualche anno fa, la Sim è stata protagonista di un caso che ha varcato i confini cittadini, fino ad approdare in Parlamento. Il presidio che rappresenta la scuola, infatti, ha reso possibile sollevare la questione dei bimbi stranieri neo-ricongiunti che venivano respinti dalle scuole della città .
La denuncia ha sollevato il velo su un problema molto diffuso che metteva in discussione il diritto-dovere all'istruzione e ha costretto il Provveditorato a correre ai ripari, predisponendo in fretta e furia un protocollo per l'inserimento dei minori stranieri neo-ricongiunti, attraverso il meccanismo delle scuole-polo.


Ascolta l'intervista a Giulia

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