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Con Leporello i ragazzi del Pratello cantano la libertà

I laboratori musicali svolti all’interno del carcere minorile.


di redazione
Categorie: Carcere
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“La musica ti cambia la vita”: è l’idea potente del maestro Claudio Abbado, che l’associazione Mozart14 si impegna  mantenere viva in laboratori musicali ed educativi attivati in diverse realtà di disagio fisico e sociale. Le canzoni di Leporello è come quest’idea ha preso forma nell’Istituto Penitenziario Minorile di Bologna, dove i ragazzi cantano la libertà. L’intervista a Paola Ziccone.

Il maestro Claudio Abbado credeva che la musica cambiasse la vita. Lo credeva così fortemente da domandare che ai suoi concerti fosse presente un numero rappresentativo di detenuti della Casa Circondariale Dozza. Oggi la sua idea rimane viva nei progetti e nei laboratori musicali che l’associazione Mozart14, nata nel 2014, porta avanti sulla traccia delle iniziative in ambito sociale ed educativo che lo stesso Abbado aveva intrapreso. Le canzoni di Leporello ne sono un esempio.

Le canzoni di Leporello è un progetto nato nel 2015 per prendersi cura dei giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorile di via del Pratello a Bologna. L’Istituto può ospitare fino a ventiquattro ragazzi e nessuno ha pene di durata lunga. Molti vanno via, alcuni arrivano, ma la costante è un gruppo di sei o sette di loro, guidati dai musico-terapisti coinvolti nel progetto, che per due ore a settimana si cimentano nella scrittura di testi di canzoni che poi mettono in musica, condividendo il proprio vissuto, i ricordi, l’idea di una libertà da riconquistare e la voglia di recuperare il proprio futuro. Il frutto di questo lavoro creativo sono tre brani musicali, Diamanti, Horea (in arabo libertà) e Andiamo Avanti. La musica in questo caso non è solo un mezzo di espressione, ma diventa pure l’occasione per questi ragazzi di scoprire capacità inaspettate e di conoscersi. La musica si prende cura di loro e gli cambia la vita.

Paola Ziccone, direttrice del servizio tecnico del Centro per la Giustizia Minorile di Bologna, crede che “in tutte le carceri minorili in Italia è chiara la missione dell’istituzione, consentire cioè di fare dei percorsi educativi”. “Il progetto Leporello è un laboratorio bello ed importante che ha una grande visibilità. Molti laboratori e molte azioni quotidiane hanno meno visibilità ma sono ugualmente centrali: la giornata per un ragazzo dura sempre ventiquattro ore e per loro valgono molto di più, perché lo scorrere del tempo è faticoso in carcere”. La missione, appunto, è “riempire la giornata con contenuti importanti che favoriscano l’evoluzione e l’educazione dei ragazzi”.

E poiché l’educazione di giovani detenuti a Bologna non è avulsa dalla città, ma è nel cuore della zona di vita notturna bolognese, cioè via del Pratello, mercoledì 14 marzo le canzoni, i videoclip e le fotografie che testimoniano il lavoro dei ragazzi del progetto Leporello avranno come spettatori i clienti di alcuni locali storici e non della famosa via.

Marta Campa

ASCOLTA L'INTERVISTA A PAOLA ZICCONE:

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