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Comunque vada sarà un successo (per Salvini)

Dal caso Diciotti alle elezioni europee, un viaggio tra i sondaggi e le proiezioni che segnano il boom sovranista


di Anna Uras
Categorie: Politica
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Insieme al direttore di YouTrend Lorenzo Pregliasco abbiamo parlato del quadro (nero) delle elezioni europee, ma abbiamo anche messo insieme un po’ di sondaggi per capire gli effetti della questione Diciotti sulla campagna elettorale permanente di Salvini.

L’ultima Supermedia dei sondaggi politici realizzata da YouTrend in collaborazione con Agi segna il punto di gradimento più alto per la Lega di Salvini, che ironicamente raggiunge esattamente la percentuale del M5S alle elezioni, ovvero il 32,6%. Ironicamente perché nel frattempo i Cinque Stelle hanno toccato il punto più basso da febbraio 2016, ovvero il 24,8%.

Un trend che è in continuità con quello degli ultimi mesi e che rende evidente come la questione Diciotti, così spinosa per il M5S che ha scelto di non scegliere delegando a 50mila persone la decisione su come voteranno i rappresentanti di oltre 10 milioni di elettori, sia invece una sorta di win/win per Salvini. Infatti da una parte l’eventuale crisi di governo derivante da un’autorizzazione a procedere - che salvo sorprese non si avrà visto che il “popolo” dei 50mila si è espresso contrariamente - sarebbe più problematica per il movimento, che “in questa fase non ha diciamo un’altra sponda intorno a cui costruire una maggioranza - sottolinea Pregliasco - cosa che la Lega invece potrebbe avere nel centro-destra”. D’altra parte se il voto al Senato confermerà il diniego dell’autorizzazione a procedere “l’elettorato cinque stelle magari più vicino alle sensibilità delle origini, più vicino alle esigenze della magistratura e a un certo rapporto tra magistratura e politica, magari quel pezzo di elettorato lì potrebbe un po’ raffreddarsi”. Al contrario, secondo Pregliasco il caso Diciotti favorisce Salvini “per due motivi. Il primo è che comunque costruisce una sorta di meccanismo di difesa per cui viene vista da parte degli elettori della Lega come una sorta di attacco politico, quindi da una parte mobilita e motiva secondo me l’elettorato salviniano. Dall’altra parte è chiaro che avere un dibattito che si trascina ancora sulla questione immigrazione, sulla questione sicurezza, è comunque un beneficio per Salvini perché sappiamo che su quel tema lì è ritenuto più credibile, più in grado di imporre la propria agenda. Quindi da parte dell’opinione pubblica più si parla di immigrazione e sicurezza più c’è un favore che va nei confronti di Salvini”.

Una tendenza, quest’ultima, che va ben oltre i confini italiani e il caso Diciotti. Infatti secondo la prima proiezione diffusa ieri dall’europarlamento, che conferma le statistiche presentate da Supermedia alla fine della scorsa settimana, su tutto il continente europeo ci sarà un boom dei sovranisti. In particolare, tra i gruppi sovranisti, l'Europea delle Nazioni e delle Libertà (a cui appartengono la Lega e altri partiti di estrema destra) dovrebbe ottenere 59 seggi passando al quarto posto per consistenza, con 22 deputati in più rispetto ai 37 attuali. Il gruppo di destra dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), a cui appartengono il partito polacco Legge e Giustizia e Fratelli d'Italia dovrebbe ottenere 51 seggi, che formalmente significherà un forte calo, con 24 deputati in meno rispetto ai 75 attuali, ma di fatto segna una crescita dei partiti presenti visto che nella passata legislatura includeva anche i Tories britannici che usciranno dall'Europarlamento con la Brexit. Infine, il gruppo Europa della libertà e della democrazia diretta, a cui attualmente appartengono il M5S e l'Ukip (che uscirà anch’esso dall'Europarlamento con la Brexit) dovrebbe ottenere 43 seggi, due deputati in più rispetto ai 41 attuali. “È un fenomeno che non è soltanto italiano, non è soltanto legato a Salvini ma racconta tendenze che sono in atto in tanti Paesi europei. Non da oggi -sottolinea l’analista - perché sappiamo quello che è avvenuto in Austria, quello che è avvenuto nell’Est Europa, quello che è avvenuto anche se vogliamo in Spagna o in Francia dove poi il governo è di segno diverso ma c’è stata comunque un’importante presenza elettorale di movimenti sovranisti. Quindi è certamente un fenomeno europeo, le proiezioni diffuse dal Parlamento Europeo comunque collocano le varie formazioni cosiddette sovraniste o populiste di destra intorno al 20% dei seggi, chiaramente la cosa decisiva sarà capire quanto questa nuova presenza nel Parlamento di Bruxelles e Strasburgo sposterà a destra l’asse del Partito Popolare Europeo in cui abbiamo per esempio Orban, e quanto la maggioranza diciamo così moderata socialisti e popolari rimarrà compatta e rimarrà in grado di esprimere di fatto il nuovo Presidente della Commissione”.

Infatti le proiezioni attuali oltre a segnare un boom per i sovranisti vedono un erosione dei seggi per i partiti attualmente in maggioranza, ovvero il PPE e il il PSE (il Partito Socialista Europeo di cui fa parte anche il PD per esempio), che si confermeranno le due principali forze politiche ma potrebbero non arrivare ad avere abbastanza seggi per costruire una maggioranza. Si delineano quindi due scenari, da una parte un’alleanza allargata al gruppo dell'Alleanza dei liberali e democratici europei (Alde) che dovrebbe diventare la terza forza e ottenere 75 seggi. In questo modo si formerebbe fondamentalmente un fronte europeista che vedrebbe nei movimenti sovranisti i principali oppositori. Dall’altra parte, come ha sottolineato Pregliasco, il PPE potrebbe decidere di rivolgersi a destra, formando un’alleanza con i partiti sovranisti che porterebbe ad una coalizione maggioritaria dal centro all’estrema destra.

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