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Welcome to 2008: coi migranti Minniti come Maroni

Il piano contro i migranti irregolari del ministro degli Interni ricorda il Pacchetto Sicurezza.


di Alessandro Canella
Categorie: Migranti
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Rastrellamenti di migranti irregolari, raddoppio delle espulsioni ed apertura di un Cie in ogni regione: il piano del ministro degli Interni Marco Minniti ricorda molto il "Pacchetto Sicurezza" del governo Berlusconi e dell'ex ministro Maroni, quando venne introdotto il reato di clandestinità e vennero ufficializzati i lager per migranti.

Un "piano di controllo straordinario" per la ricerca di migranti senza permesso di soggiorno presenti sul territorio italiano. Sono queste le disposizioni impartite l'ultimo giorno dell'anno dalla circolare Gabrielli-Minniti alle forze dell'ordine. L'obiettivo è quello di rastrellare più migranti possibili ed arrivare a raddoppiare il numero di espulsioni in un anno, portandolo a 10mila dalle attuali 5mila.
Il Viminale, però, non si accontenta e vuole quintuplicare il numero di Cie (Centri di Identificazione ed Espulsione) presenti in Italia, arrivando ad aprirne uno in ogni regione.

I propositi del ministro degli Interni Marco Minniti in tema di immigrazione sembrano portare le lancette delle politiche migratorie indietro di quasi dieci anni. In particolare sembra di essere tornati al 2008, quando il governo Berlusconi, per mano dell'allora ministro degli Interni Roberto Maroni, fece approvare il "Pacchetto Sicurezza". La legge consisteva in una serie di norme anti-migranti, dal reato di clandestinità ai respingimenti in mare, fino alla "trasformazione" dei Cpt (Centri di Permanenza Temporanea) in Cie. La sostanza di queste strutture di detenzioni per semplici illeciti amministrativi, però, non è cambiata: si trattava di lager per migranti.

Le misure annunciate in questi giorni da Minniti, però, presentano anche alcuni accorgimenti che suonano come uno specchietto per le allodole. Il proposito dei controlli di polizia, secondo la circolare, servirebbe anche a smantellare lo sfruttamento della manopera irregolare. Inoltre si pensa a percorsi di integrazione e lavoro per i richiedenti asilo in attesa di una risposta della commissione esaminatrice della domanda e ad un aumento delle commissioni stesse, in modo da sveltire i tempi di attesa di una risposta.

"I migranti irregolari non sono più solo un problema di ordine pubblico - ha affermato il ministro nei giorni scorsi - ma una questione su cui si gioca la tenuta del tessuto democratico del Paese". Le parole di Minniti tradiscono la preoccupazione del governo per le derive populiste e xenofobe che, proprio sul tema dei migranti, sembrano orientate le scelte elettorali di tanti cittadini, non solo italiani.
La risposta, ancora una volta, è uno spostamento a destra delle politiche, spesso in barba alle più basilari norme sancite dalle convenzioni internazionali (come quella di Ginevra) o dalle dichiarazioni universali (come quella dei diritti umani).

Quanto ai Cie, le Amministrazioni locali non sembrano accogliere con favore i propositi di Minniti. A Milano, ad esempio, il sindaco Beppe Sala ha frenato all'ipotesi di riaprire la struttura di via Corelli, trasformata in un centro di accoglienza ormai tre anni fa.
Lo stesso discorso vale per Bologna. Nella nostra città il Cie chiuse ufficialmente il 22 luglio del 2014, dopo mesi di "chiusura provvisoria" per lavori di ristrutturazione, che si sono rivelati un modo di temporeggiare.
La struttura di via Mattei, trasformata poi in un hub regionale, fu chiusa dopo una battaglia di una dozzina di anni da parte di movimenti antirazzisti e con l'appoggio tardivo e interessato del Comune negli ultimi mesi prima della chiusura.

Oggi sono gli stessi movimenti antirazzisti ad annunciare che la città di Bologna non è candidabile come sede di un nuovo Centro di Identificazione ed Espulsione.
"Come attori della battaglia per la chiusura del Cie di Via Mattei, vinta dalle cittadine e cittadini di Bologna contrari alla vergogna delle carceri etniche - si legge in un comunicato di Tpo e Làbas - ci opporremo fino in fondo al ritorno di un Centro di Identificazione ed Espulsione nella nostra città".

Tags: Migranti, Cie

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