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Cédric Herrou e gli altri solidali repressi per l'aiuto ai migranti

L'attivista sotto processo per aver prestato aiuto ai migranti bloccati al confine.


di Alessandro Canella
Categorie: Movimento, Migranti
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Cédric Herrou

Sta facendo clamore la storia di Cédric Herrou, contadino 37enne sotto processo per aver aiutato i migranti a varcare il confine da Ventimiglia alla Francia. Cédric è diventato il simbolo della repressione alla solidarietà e all'umanità contro leggi e regolamenti che impediscono ai migranti di scegliere il Paese dove chiedere asilo e costruirsi un futuro. La settimana scorsa altri 4 arresti di solidali.

I riflettori dei media hanno abbandonato da tempo la situazione di Ventimiglia, la cittadina ligure al confine con la Francia, dove a centinaia di migranti è stato impedito di varcare la frontiera. Negli ultimi giorni, però, l'attenzione si è riaccesa sul versante francese, in particolare a Breil sur Roya. Qui vive e lavora Cédric Herrou, un contadino 37enne diventato suo malgrado protagonista di un caso politico che ha investito l'intera Francia.
Cédric è sotto processo per aver prestato aiuto ad alcuni migranti, sia dando loro riparo e cibo, sia per averli trasportati dall'Italia alla Francia a bordo del suo furgoncino.

Alcune ricostruzioni di quotidiani francesi parlano di 200 migranti che avrebbero ottenuto un passaggio dal giovane contadino e di altri 57 ospitati e sfamati. Il tutto in modo assolutamente gratuito e disinteressato, ma ciò non basta alla legge francese per non ipotizzare il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, che comporta fino a 5 anni di carcere e una multa da 30mila euro.
Nell'ultima udienza del processo l'accusa ha chiesto 8 mesi di carcere, da sospendere con la condizionale, ma la sentenza è attesa fra un mese.

Attorno a Cédric si è stretta una fitta rete solidale, sia in Francia che dall'Italia. Il giorno dell'udienza a Nizza, mercoledì scorso, fuori dal tribunale si sono raccolte decine di persone che hanno fatto sentire il loro calore all'attivista. Qualche realtà sta anche raccogliendo fondi per pagare le spese legali e sostenere economicamente e moralmente il contadino disobbediente. Il quale, pubblicamente e in aula, ha ribadito le sue ragioni e la giustezza di trasgredire la legge quando è in contrasto con i diritti e la dignità delle persone.

"Cédric vive in una valle che è molto attiva sul versante della solidarietà - spiega ai nostri microfoni Giulia, attivista No Borders che sta in Francia - Ogni sera vengono organizzate le marodes, spedizioni per portare cibo e vestiti ai migranti, nonostante il divieto imposto dall'ordinanza del sindaco di Ventimiglia".
Anche per questo, la storia di Cédric è solo una delle tante storie di repressione della solidarietà che le autorità, sia in Francia che in Italia, stanno agendo per scoraggiare gli aiuti ai migranti. Solo la settimana scorsa sono stati 4 i solidali fermati.

"La repressione è indubbiamente aumentata negli ultimi tempi - racconta Giulia - In un primo momento le autorità francesi si limitavano ad un fermo degli attivisti, che poi venivano rilasciati e il procedimento penale archiviato. Con la determinazione dei solidali e la rivendicazione pubblica, anche mediatica, delle pratiche di aiuto, la repressione si è intensificata".


Ascolta l'intervista a Giulia e le parole di Cédric

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